Partenza poco mossa a Wall Street dopo le perdite di ieri, con gli operatori che continuano a monitorare i dati macroeconomici per valutare l’outlook dell’economia e la risposta delle banche centrali all’elevata inflazione.
Dopo pochi minuti di scambi, il Nasdaq cede lo 0,5% e lo S&P 500 lo 0,2%, mentre il Dow Jones avanza dello 0,1%.
Gli investitori sembrano essere scettici sulla possibilità che la Federal Reserve riesca ad evitare una recessione a seguito del rapido ciclo di rialzi dei tassi di interesse, nonostante i tentativi dei membri dell’istituto di Washington di sminuire tale rischio.
Il presidente della Fed di New York, John Williams, e quello della Fed di San Francisco, Mary Daly, hanno riconosciuto la necessità di raffreddare l’inflazione, insistendo però sul fatto che un impatto “morbido” sia ancora possibile.
Sul fronte macro, la lettura finale del Pil Usa del primo trimestre è stata rivista a -1,6% rispetto al -1,5% indicato in precedenza, complice la riduzione della crescita di consumi personali dal +3,1% al +1,8%.
La stima preliminare dell’indice dei prezzi al consumo in Germania, invece, ha evidenziato un inatteso rallentamento a giugno, segnando un +0,1% su base mensile dopo il +0,9% di maggio (+0,4% il consensus) e un +7,6% su base annua (+7,9% il consensus).
Secondo il membro del consiglio direttivo della Bce Gediminas Simkus, però, l’Eurotower dovrebbe considerare una stretta di entità doppia rispetto a quella da 25 punti base in programma nel caso in cui l’outlook dell’inflazione dovesse peggiorare.
Intanto sul Forex il biglietto verde resta ben intonato nei confronti delle altre valute, con il cambio euro/dollaro che si mantiene in area 1,05 e il dollaro/yen su nuovi massimi ultra ventennali a 136,8.
Tra le materie prime in rialzo le quotazioni del greggio per il quarto giorno consecutivo con il Brent (+1,5%) a 115,5 dollari e il Wti (+1,4%) a 113,3 dollari, complici i timori per la scarsità dell’offerta che compensano le preoccupazioni per l’indebolimento dell’economia globale.
Nel comparto obbligazionario, infine, il rendimento del decennale americano è stabile al 3,17% e quello del biennale al 3,12%.
Fonte MarketInsight




