Wall Street chiude con i fuochi d’artificio un anno vissuto pericolosamente, ma con un esito molto confortante, per quanto assai imprevedibile dopo il crollo di marzo (-30%) degli indici e con l’economia mondiale e domestica che sono piombate nella più pesante recessione dal dopoguerra e non sembra che ne usciranno altrettanto rapidamente.
Il bilancio dell’anno vede il Dow Jones in rialzo del sette per cento, lo S&P500 del 16%, il Russell del 19% ed il Nasdaq addirittura del 44%.
Nell’ultima seduta del 2020, gli indici scattano, dopo una giornata molto opaca, nell’ultima ora di contrattazione grazie anche agli scarsi volumi che agevolano qualsiasi movimento di mercato in entrambe le direzioni. Il Dow Jones e lo S&P500 chiudono a +0,6%, seguiti dal Nasdaq (+0,1%), mentre il Russell cede lo 0,3%.
L’indice dei 500 titoli principali ed il listino tecnologico segnano l’ennesimo record storico, pressoché quotidiani negli ultimi due mesi.
Tra le società in evidenza ancora Tesla che sale sopra quota 700 dollari e aumenta il suo valore di ben nove volte nel corso del 2020, diventando la quinta società high tech più capitalizzata.
Dieci degli undici settori dello S&P500 hanno chiuso l’ultima giornata in verde.
Leggero rialzo per le materie prime con il petrolio che resta al di sopra dei 48 dollari al barile e l’oro che riesce finalmente a chiudere al di sopra dei 1.900 dollari l’oncia.
Dollaro molto instabile in un mercato caratterizzato da scarsa liquidità. Il biglietto verde scivola infatti fino a 1,23 nei confronti della moneta unica, ma poi risale nel finale a 1,214.
Mercato obbligazionario poco mosso con il rendimento del Tbond che cede un punto base allo 0,92%.
Infine, non si arresta la corsa di Bitcoin che finisce l’anno con un nuovo massimo a 29.000 dollari (+300% nel 2020), ma sale già oltre i $31.000 ad inizio anno.
Fonte MarketInsight




