Partenza positiva a Wall Street, con gli operatori che valutano l’impatto dell’incremento dei prezzi delle commodity a seguito dello scoppio del conflitto in Ucraina sull’inflazione e sulla crescita economica.
Dopo pochi minuti di scambi, il Dow Jones guadagna lo 0,7%, lo S&P 500 lo 0,6% e il Nasdaq lo 0,5%.
L’attenzione degli investitori resta concentrata sull’evoluzione della crisi in Europa orientale e sull’esito del secondo round di colloqui tra le delegazioni russa e ucraina, monitorando inoltre l’impatto del conflitto sul mercato delle commodity.
Proseguono intanto i provvedimenti dell’Occidente ai danni di Mosca per isolare sempre di più l’economia russa dalla comunità finanziaria internazionale. Moody’s e Fitch hanno declassato il rating del Paese a livello “junk”, mentre MSCI e FTSE Russell stanno rimuovendo le azioni russe dai principali indici e Londra ha sospeso decine di certificati di deposito dalle negoziazioni.
Nel frattempo, ieri il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha confermato l’intenzione di alzare i tassi di soli 25 punti base nella riunione di marzo, tranquillizzando gli operatori preoccupati per un ritocco di 50 punti base, ma aprendo la strada ad interventi più marcati in futuro se necessario.
Indicazioni che tengono conto dell’incertezza legata al conflitto in Ucraina, ma al tempo stesso confermano la ferma volontà della banca centrale di contrastare le pressioni inflazionistiche.
Sul fronte macro, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti si sono attestate a 215 mila unità, rispetto alle 225 mila stimate dagli analisti e alle 233 mila della rilevazione precedente.
Sul Forex il biglietto verde consolida i guadagni degli ultimi giorni nei confronti delle altre valute, in attesa dell’uscita domani del Job Report di febbraio. Il cambio euro/dollaro viaggia a 1,108 e il dollaro/yen a 115,6.
Tra le materie prime rifiatano le quotazioni del greggio dopo il recente rally, con il Brent (-0,3%) a 112,6 e il Wti (-0,9%) a 109,6 dollari.
Nel comparto obbligazionario, infine, il rendimento del decennale americano è sostanzialmente stabile all’1,88% e quello del biennale all’1,53%.
Fonte MarketInsight



