Partenza in ribasso a Wall Street, in un contesto in cui persistono le preoccupazioni legate all’inflazione e alle prossime mosse delle banche centrali. Dopo pochi minuti di scambi, il Nasdaq cede lo 0,6%, lo S&P 500 lo 0,5% e il Dow Jones lo 0,3%.
Il sentiment dei mercati resta fragile tra le preoccupazioni che gli incrementi dei tassi di interesse per contrastare le pressioni sui prezzi frenino la crescita dell’economia e degli utili societari.
A gettare ulteriori ombre ha contribuito l’Ocse, secondo cui l’economia globale pagherà un prezzo considerevole per la guerra in Ucraina in termini di crescita più debole, inflazione più alta e danni potenzialmente a lungo termine nella supply chain.
Come da attese, la Bce ha annunciato l’inizio del processo di normalizzazione della politica monetaria nell’Eurozona, gettando le basi per un ritocco del costo del denaro a luglio dopo undici anni e ricucendo il gap con gli altri istituti monetari.
Francoforte, infatti, si prepara ad effettuare un primo rialzo dei tassi di interesse di un quarto di punto percentuale il prossimo mese, preannunciando interventi della stessa entità o addirittura superiori se l’inflazione dovesse mantenersi su livelli elevati.
L’attenzione si sposta ora sul report sui prezzi al consumo negli Stati Uniti in uscita domani, per capire se la Federal Reserve continuerà ad alzare il costo del denaro a un ritmo di 50 punti base.
Intanto sul Forex il cambio euro/dollaro torna nuovamente sotto quota 1,07, mentre il dollaro/yen si mantiene sui massimi da vent’anni in area 134. Tra le materie prime in ribasso le quotazioni del greggio, con il Brent (-0,4%) a 123,1 dollari e il Wti (-0,6%) a 121,4 dollari.
Nel comparto obbligazionario, infine, i rendimenti del decennale e del biennale americani risalgono di circa quattro punti base rispettivamente al 3,06% e al 2,81%.
Fonte MarketInsight




