Partenza in calo a Wall Street, in un clima che si conferma volatile tra le preoccupazioni che gli interventi restrittivi delle banche centrali per contrastare l’inflazione provochino una recessione.
Dopo pochi minuti di scambi, S&P 500 e Dow Jones cedono lo 0,8% e il Nasdaq lo 0,7%.
Lo S&P 500 è impostato per il suo peggior primo semestre dalla presidenza di Richard Nixon, con una perdita nel 2022 del 21%, il calo maggiore da inizio anno dal 1970 secondo i dati di Bloomberg.
Tuttavia, tra gli investitori permane lo scetticismo circa l’outlook per gli asset rischiosi. Secondo i pronostici di Morgan Stanley e Goldman Sachs, infatti, l’azionario potrebbe subire ulteriori perdite per scontare completamente il rischio di una recessione.
L’attenzione degli investitori oggi è tutta rivolta al presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, che presenta il rapporto sulla politica monetaria nella sua audizione semestrale davanti alla commissione Bancaria del Senato Usa.
Intanto sul Forex il biglietto verde perde terreno nei confronti delle altre valute dopo i guadagni della mattinata, con il cambio euro/dollaro risalito a 1,054 e il dollaro/yen tornato sotto quota 136.
In rimonta la sterlina a 1,226 sul dollaro, dopo aver toccato un minimo intraday a 1,216 in seguito ai dati sull’inflazione britannica arrivata a maggio a un nuovo massimo da 40 anni al 9,1% su anno.
Tra le materie prime crollano le quotazioni del greggio con il Brent (-6%) a 107,8 dollari e il Wti (-6,5%) a 102,4 dollari, tra i timori di recessione e la possibile sospensione della tassa sulla benzina da parte del presidente Usa Joe Biden.
Nel comparto obbligazionario, infine, i rendimenti del decennale e del biennale americani arretrano di circa dodici punti base rispettivamente al 3,12% e al 3,08%.
Fonte MarketInsight



