Partenza negativa a Wall Street, in attesa delle trimestrali delle big tech americane che verranno monitorate per valutare gli effetti dell’inflazione sui consumi. Dopo pochi minuti di scambi, il Nasdaq cede l’1%, il Dow Jones lo 0,8% e lo S&P 500 lo 0,7%.
Prima dell’apertura hanno diffuso i risultati General Electric e 3M, mentre quelli di Microsoft e Alphabet usciranno questa sera a mercati chiusi. Nei prossimi giorni, invece, sarà il turno di Apple, Amazon e Meta Platforms.
Gli operatori monitorano la situazione pandemica in Cina, con il picco di casi di Covid-19 a Pechino che rischia di portare a nuovi lockdown, dopo quello già imposto a Shanghai, alimentando i timori di un rallentamento dell’economia.
Intanto, la People’s Bank of China si è impegnata a fornire un maggior sostegno monetario per contrastare gli effetti delle restrizioni, ribadendo inoltre l’intenzione di promuovere uno sviluppo stabile e salutare dei mercati finanziari.
Sullo sfondo restano le preoccupazioni per la crisi in Ucraina, per i problemi nella supply chain e per la prospettiva di una stretta monetaria più rapida del previsto da parte della Federal Reserve per combattere l’elevata inflazione.
Sul Forex il biglietto verde si mantiene sui massimi da circa due anni nei confronti delle altre valute, con il cambio euro/dollaro che ha bucato al ribasso anche la soglia di 1,07 scendendo a 1,067. In calo il dollaro/yen a 127,2.
Tra le materie prime in rimonta le quotazioni del greggio con il Brent (+1,6%) a 103,8 dollari e il Wti (+1,5%) a 100 dollari, dopo il tonfo di ieri sui timori di uno shock della domanda in Cina.
Nel comparto obbligazionario, infine, ancora in discesa i rendimenti dei Treasury, con il tasso sul decennale americano che arretra di circa otto punti base al 2,74% e quello del biennale di circa nove punti base al 2,54%.
Fonte MarketInsight






