Partenza in rosso a Wall Street, dopo che la crescita dell’inflazione Usa superiore alle attese ha contribuito a peggiorare il sentiment dei mercati. Dopo pochi minuti di scambi, il Nasdaq cede l’1,8%, lo S&P 500 l’1,7% e il Dow Jones l’1,4%.
Lo scorso mese i prezzi al consumo negli Stati Uniti hanno registrato un’inattesa accelerazione al +8,6% su base annua, rispetto al +8,3% previsto dagli analisti e della rilevazione precedente.
Dati che sembrano sminuire le speranze che l’inflazione abbia raggiunto il suo picco, rafforzando le preoccupazioni sul rischio che gli sforzi della Federal Reserve per raffreddare i prezzi spingano l’economia in recessione.
Timori riflessi nel comparto obbligazionario, dove l’appiattimento della curva dei Treasury suggerisce le aspettative di un rallentamento della crescita. Il rendimento del biennale americano si impenna di 14 punti base al 2,96% mentre quello del decennale sale di 5 punti base al 3,09%.
Nonostante l’istituto di Washington abbia iniziato un ciclo di interventi restrittivo lo scorso marzo, l’inflazione si mantiene infatti sui massimi da quarant’anni, suggerendo la possibilità di un intervento più aggressivo.
L’inattesa accelerazione dei prezzi a maggio alimenta le attese che la Fed non sarà in grado di rallentare il ritmo dei rialzi nell’appuntamento di settembre, con due strette da 50 punti base già anticipate nelle riunioni di giugno e luglio.
Sul Forex il biglietto verde si rafforza nei confronti della moneta unica con il cambio euro/dollari tornato sotto quota 1,06 a 1,054, mentre il dollaro/yen si è riportato oltre quota 134.
Tra le materie prime in ribasso le quotazioni del greggio in scia ai timori per i rinnovati lockdown a Shanghai, avviandosi comunque a chiudere la settimana in rialzo con il Brent (-0,6%) a 122,4 dollari e il Wti (-0,5%) a 120,8 dollari.
Fonte MarketInsight






