Partenza in ribasso a Wall Street, in scia ai deboli riscontri dei dati macro dalla Cina e al rapido diffondersi dei contagi.
Dopo pochi minuti di scambi S&P 500 e Nasdaq cedono lo 0,4%, mentre il Dow Jones arretra dello 0,3%.
A pesare sul sentiment sono principalmente i deludenti dati macro cinesi e il rapido diffondersi dei contagi (in Giappone, Cina e paesi limitrofi, ma anche negli USA). La produzione industriale in Cina è aumentata del 6,4% su base annua a luglio e le vendite al dettaglio sono cresciute dell’8,5% su base annua nello stesso mese, entrambe inferiori al previsto. Un rallentamento risultato dell’inasprimento delle restrizioni alla mobilità da parte della seconda economia mondiale per contrastare l’avanzata della variante Delta del Covid-19. A segnare il passo sono anche le vendite online di beni di consumo che a luglio sono aumentate solo del 4,4%, molto al di sotto di una media di circa il 21% negli ultimi cinque anni.
Inoltre, come sottolineano gli esperti di MPS Capital Services, il porto di Ningbo-Zhoushan, terzo al mondo per traffico di container, resta ancora parzialmente chiuso da sei giorni a causa della gestione della pandemia, aumentando i timori a livello globale di un ulteriore aumento dei costi di spedizione marittima e inasprimento delle problematiche collegate alle catene di approvigionamento.
Sul sentiment dei mercati incide anche il crollo del governo afghano dopo che gli insorti talebani hanno preso il controllo della capitale Kabul nella giornata di Ferragosto. Il ritorno dell’Afghanistan nelle mani dei jihadisti ha scatenato la fuga della popolazione con caos all’aeroporto di Kabul e almeno cinque morti nella calca per tentare di entrare con la forza negli aerei in partenza dalla capitale afgana.
A testimonianza del momento difficile per i mercati asiatici, in particolare dell’azionario cinese, l’indice Msci Asia-Pacific ex Jpan è sceso dello 0,5% tornando sui minimi annui toccati il mese scorso. In Giappone l’indice Nikkei ha ceduto oggi l’1,62% nonostante la crescita del PIL nel secondo trimestre abbia superato le previsioni. Il paese nipponico va verso l’estensione delle restrizioni Covid fino a metà settembre.
La settimana appena iniziata sarà cadenzata dai verbali del Fomc in uscita mercoledì, ma già domani i riflettori saranno puntati sul discorso del presidente della Fed Jerome Powell.
Tra le materie prime in forte ribasso le quotazioni del greggio con il Brent (-2,8%) a 68,5 dollari e il Wti (-3,3%) a 66 dollari, con gli investitori intenti a valutare l’impatto della nuova ondata della pandemia sulla domanda di petrolio.
Sul fronte obbligazionario i rendimenti dei treasury a 10 anni si attestano all’1,26%, in calo di 11 punti base in sole due sessioni, mentre il rendimento del biennale è pari allo 0,2%.
Sul Forex il cambio euro/dollaro sale a 1,178, mentre il dollaro/yen arretra a 109,2.
Fonte MarketInsight



