Le borse europee risalgono dai minimi intraday ma rimangono sotto la parità, mentre i futures di Wall Street su Dow Jones, S&P500 e Nasdaq scambiano poco mossi. Il Ftse Mib cede lo 0,2% in area 25.880 punti, debole come il Dax di Francoforte (-0,3%), il Cac 40 di Parigi (-0,4%) e il Ftse 100 di Londra (-0,5%), invariato l’Ibex 35 di Madrid.
Il sentiment resta frenato dai timori per l’elevata inflazione, alimentata dal rally delle commodities e dalle difficoltà nella supply chain, in un contesto di parziale rallentamento della ripresa economica. Pesano anche le preoccupazioni legate alla crisi del colosso immobiliare cinese Evergande e alla stretta del governo di Pechino sulle banche e sul settore finanziario.
Nei prossimi giorni l’attenzione si focalizzerà sull’avvio della stagione di trimestrali negli Usa e sui dati americani relativi a prezzi al consumo e vendite al dettaglio, che potrebbero fornire maggiori indicazioni sulle tempistiche di avvio del tapering da parte della Fed.
Intanto, in Europa, è stato diffuso l’indice Zew tedesco, in diminuzione per il quinto mese consecutivo ad ottobre (22,3 punti). Il nuovo calo della fiducia degli investitori istituzionali tedeschi evidenzia l’impatto dell’inflazione e dei colli di bottiglia nelle forniture sulla crescita della prima economia del blocco.
Sul Forex, l’euro/dollaro è poco mosso a 1,156 mentre il cambio fra biglietto verde e yen rimane in area 113,3 dopo il balzo di ieri.
Tra le materie prime scambiano in lieve rialzo le quotazioni del greggio, con il Brent (+0,2%) a 83,8 dollari e il Wti (+0,2%) a 80,7 dollari.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si riduce a 102 punti base con il rendimento del decennale italiano in discesa allo 0,88%. Il Tesoro ha collocato Bot annuali per 6 miliardi con rendimento -0,474%.
Tornando a Piazza Affari, fra le aziende più capitalizzate si mette in luce Diasorin (+2,8%) seguita da Saipem (+1,3%) e A2A (+1,2%) mentre arretrano Tenaris (-1,7%) ed Exor (-1,4%).
Fonte MarketInsight




