Le borse europee proseguono in rialzo, seppur al di sotto dei massimi toccati a metà giornata, e Wall Street ha aperto sopra la parità, grazie al cauto ottimismo su sviluppi positivi nelle trattative fra Russia e Ucraina.
Il Ftse Mib di Milano avanza dell’1,5% in area 23.250 punti, ben intonato come il Dax di Francoforte (+2,5%), l’Ibex 35 di Madrid (+1,6%), il Cac 40 di Parigi (+1,5%) e il Ftse 100 di Londra (+1%). Oltreoceano, discreti guadagni per Dow Jones (+1%), S&P500 (+0,6%) e Nasdaq (+0,3%).
Ad alimentare gli acquisti nella seconda parte della seduta è stata la notizia secondo cui Vladimir Putin avrebbe riferito al suo omologo bielorusso, Aleksandr Lukashenko, di “alcuni sviluppi positivi” nelle negoziazioni con Kiev.
La volatilità resta comunque elevata, al termine di un’ottava contraddistinta dalla svolta restrittiva della Bce, prima delle riunioni della Fed e della Bank of England in programma la prossima settimana.
La guerra e le sanzioni verso Mosca hanno esacerbato le pressioni inflazionistiche e stanno inducendo le banche centrali a procedere con la rimozione degli stimoli monetari precedentemente necessari per sostenere la ripresa post pandemia.
I dati di ieri sui prezzi al consumo statunitensi hanno evidenziato una crescita per il sesto mese consecutivo di crescita (+7,9% annuo a febbraio) pur non riflettendo a pieno gli ultimi provvedimenti contro la Russia, come l’embargo di Stati Uniti e Gran Bretagna sul petrolio. La Fed alzerà i tassi di 25 punti base, inaugurando un ciclo di ritocchi al costo del denaro che potrebbe diventare più aggressivo nel caso di persistenti pressioni sui prezzi.
Oggi, intanto, dall’agenda macroeconomica sono giunti i dati di febbraio sull’inflazione in Germania (+0,9% mensile e +5,1% tendenziale), la produzione industriale nel Regno Unito (+0,7% congiunturale a gennaio) e la disoccupazione in Italia (9,1% nel quarto trimestre 2021).
Sul Forex l’euro/dollaro è sostanzialmente invariato a 1,098, mentre il cambio fra biglietto verde e yen sale sui massimi da cinque anni a 116,9 sulle aspettative di un ampliamento del differenziale dei tassi tra Usa e Giappone.
Tra le materie prime, restano orientate al rialzo le quotazioni del greggio con il Brent (+1,4%) a 110,8 dollari e il Wti (+1,3%) a 107,3 dollari, avviandosi comunque a registrare il maggior calo settimanale da novembre.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si riduce a circa 159 punti base con il rendimento del decennale italiano all’1,86%, dopo l’impennata di ieri in scia alla riunione della Bce. Collocati oggi i Btp a tre, sette e vent’anni, con rendimenti in calo rispettivamente allo 0,57% (12 centesimi in meno), all’1,47% e al 2,11%.
Tornando a Piazza Affari, fra le aziende maggiormente capitalizzate spicca Leonardo (+10,5%), dopo i conti del 2021 e le previsioni sul 2022, che hanno sorpreso positivamente gli analisti soprattutto per quanto concerne i flussi di cassa.
In rialzo anche Iveco (+7,9%) e Telecom Italia (+6,6%) in vista del Cda chiamato a formulare una risposta all’offerta di KKR. In calo solo Saipem (-2,1%), poco mossa Terna (-0,1%).
Fonte MarketInsight






