Le borse europee si confermano in netto rialzo, sostenute dai timidi spiragli nelle trattative fra Russia e Ucraina, dopo le vendite dei giorni scorsi.
Il Ftse Mib di Milano guadagna il 5,2% riportandosi in area 23.500 punti, ben intonato come il Dax di Francoforte (+5,8%), il Cac 40 di Parigi (+5,2%), l’Ibex 35 di Madrid (+3,7%) e il Ftse 100 di Londra (+2%).
A Wall Street avvio positivo per Dow Jones (+1,6%), S&P500 (+1,7%) e Nasdaq (+2,1%) all’indomani dell’embargo statunitense nei confronti dei combustibili fossili dalla Russia.
La tregua odierna per consentire l’evacuazione dei civili ucraini attraverso sei corridoi umanitari e la conferma dei colloqui di domani fra i ministri degli Esteri di Kiev e Mosca hanno momentaneamente alleviato i timori degli ultimi giorni. Inoltre, secondo gli operatori, gran parte dei rischi legati al conflitto e alle sanzioni sono stati già prezzati, dinamica che sembra consentire un parziale ritorno della propensione al rischio.
Sullo sfondo restano però le preoccupazioni legate alle tensioni e all’interruzione nelle forniture. I prezzi delle commodities viaggiano su massimi pluriennali e alimentano ulteriormente le pressioni inflazionistiche che già preoccupavano i mercati e le banche centrali.
Questo giovedì si riunirà la Bce, che dovrebbe mantenere un atteggiamento cauto, mentre la prossima settimana toccherà alla Bank of England e soprattutto alla Federal Reserve, che aumenterà verosimilmente i tassi di 25 punti base.
Sul Forex l’euro/dollaro risale a 1,104 e il cambio tra biglietto verde e yen è stazionario a 105,7, in attesa anche dei dati di domani sull’inflazione statunitense. In Italia, si segnala il calo oltre le attese della produzione industriale a gennaio (-3,4% mensile, -2,6% annuo).
Tra le materie prime, ritracciano parzialmente le quotazioni del greggio con il Brent (-4,5%) a 122,2 dollari e il Wti (-4,1%) a 118,6 dollari, all’indomani dei rialzi innescati dal divieto di importazioni di petrolio russo da parte di Usa e Regno Unito. La Gran Bretagna ha invece evitato l’embargo su gas e carbone.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si attesta a 146 punti base, con il rendimento del decennale italiano all’1,67%.
Tornando a Piazza Affari, fra le big cap avanzano in particolare Unicredit (+11,9%), Stellantis (+9,7%) e Bper (+8,9%), mentre arretrano in scia al greggio Tenaris (-5,5%), Saipem (-2,9%) ed Eni (-2%).
Fonte MarketInsight



