Le borse europee dovrebbero iniziare la seduta sotto la pari, con l’attenzione degli operatori rivolta ai dati macro, agli ultimi sviluppi sul fronte delle relazioni Usa-Cina e ai commenti della Federal Reserve su una potenziale riduzione degli stimoli.
Chiusura in rosso, ieri, per Wall Street, in una sessione in cui è prevalso il timore di un rallentamento dei stimoli monetari. Il Dow Jones arretra dello 0,1%, lo S&P 500 cede lo 0,4% e il Nasdaq l’1,4%.
Tra i mercati asiatici, stamane, in Cina Shanghai e Shenzhen guadagnano rispettivamente lo 0,8% e l’1,2%. Hong Kong si muove sulla parità (0,0%). In Giappone il Nikkei cede lo 0,4% mentre il Topix viaggia sulla parità (0,0%).
Secondo il presidente della Fed di Philadelphia, Patrick Harker, potrebbe essere arrivato il momento per la Fed di iniziare a valutare un rallentamento nel ritmo degli acquisti di asset.
Sul fronte dei rapporti Cina-Stati Uniti, le due superpotenze hanno avviato interlocuzioni sulle questioni economiche e commerciali, ha spiegato Gao Feng, portavoce del ministero del Commercio cinese. I due Paesi hanno sollevato i rispettivi timori e hanno concordato di risolvere alcuni problemi in modo pragmatico.
Forti attenzioni anche sul tema della Global Minimum Tax al 15% per le grandi aziende internazionali, con il presidente Biden pronto a scendere a compromessi per dire la parola fine ai paradisi fiscali.
Il mercato oggi è in attesa della pubblicazione dei non farm payroll americani, che potrebbero offrire ulteriori indicazioni sullo stato del rimbalzo della crescita Usa e sui rischi legati all’inflazione.
Per quanto riguarda l’agenda macroeconomica, ieri i dati sull’occupazione hanno mostrato segnali di forza con i sussidi alla disoccupazione ancora in calo ai minimi da marzo 2020 e il Pmi Usa del settore terziario che ha sorpreso positivamente il mercato toccando quota 70,4 punti.
Per quanto riguarda le società di Piazza Affari, Generali, che prepara l’opa da quasi 1,2 miliardi su Cattolica, sembrerebbe tra i candidati anche per l’asset manager olandese NN, che fa gola anche a colossi come Deutsche Bank, Allianz, Ubs e alcuni gestori americani.
Fonte MarketInsight




