Prevista una partenza in ribasso per le borse europee, dopo che l’azionario globale ha archiviato luglio con la miglior performance mensile dal 2020 recuperando terreno rispetto alle perdite del primo semestre.
Chiusura in rialzo venerdì a Wall Street, al termine di una settimana molto positiva anche grazie alle indicazioni provenienti dalla stagione delle trimestrali. Il Nasdaq ha guadagnato l’1,9%, lo S&P 500 l’1,4% e il Dow Jones l’1%.
Tra i mercati asiatici, stamane, Tokyo ha terminato in positivo dello 0,6%, mentre Shanghai sale dello 0,3% e Hong Kong dello 0,2%.
Il rischio di recessione ha raffreddato le aspettative su quanto sarà aggressiva la campagna della Federal Reserve per contrastare l’inflazione, sostenendo il rimbalzo del mese scorso di azioni e bond.
Il calo del Pil Usa per il secondo trimestre consecutivo ha infatti alimentato le attese di un rallentamento del ritmo dei rialzi dei tassi di interesse, in attesa di ulteriori indicazioni dai dati sul mercato del lavoro americano in uscita venerdì.
Intanto, Neel Kashkari (Fed di Minneapolis) ha però ribadito l’impegno della banca centrale Usa a raggiungere il target di lungo termine di inflazione al 2%, mentre Raphael Bostic (Fed di Atlanta) ha sottolineato che saranno necessari ulteriori aumenti del costo del denaro.
Gli investitori monitorano, inoltre, il viaggio in Asia della speaker alla camera Usa Nancy Pelosi, dopo che un comunicato del suo ufficio non ha menzionato una possibile visita a Taiwan che potrebbe riaccendere le tensioni tra Washington e Pechino.
Sul fronte macro, il manifatturiero Caixin China a luglio è sceso a 50,4 a luglio 2022 dai massimi degli ultimi 13 mesi registrato a giugno di 51,7, mancando le previsioni di 51,5 e sottolineando gli effetti persistenti dei lockdown causa Covid.
Le vendite al dettaglio in Germania, invece, a giugno sono diminuite dell’1,6% su base mensile (+0,2% il consensus) e dell’8,8% su base annua (-8% il consensus). L’agenda di oggi prevede, inoltre, la lettura finale dei Pmi manifatturieri di luglio di Italia, Francia, Germania, Eurozona e Stati Uniti, oltre al tasso di disoccupazione in Italia e nell’Eurozona e l’indice Ism manifatturiero di luglio negli Stati Uniti.
Fonte MarketInsight




