Le borse europee dovrebbero iniziare la seduta in territorio negativo, in un contesto che vede l’azionario in prossimità dei massimi assoluti sia in Europa sia negli Stati Uniti, mentre a Milano il Ftse Mib ha toccato il top dal 2008 a quota 26.000 punti.
Chiusura contrastata venerdì a Wall Street, dopo la diffusione del Job Report Usa di luglio migliore delle attese. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,4% e lo S&P 500 lo 0,2%, mentre il Nasdaq è scivolato dello 0,4%.
Il bilancio dell’ottava ha visto comunque il listino tecnologico registrare il maggior rialzo, archiviando le cinque sedute con un guadagno complessivo dell’1,1%, mentre lo S&P 500 è salito dello 0,9% e il Dow Jones dello 0,8%.
Tra i mercati asiatici, stamane, Hong Kong avanza dello 0,3% e Shanghai dell’1%, nonostante le persistenti preoccupazioni per l’inasprimento delle normative da parte della Cina e l’aumento dei contagi nel paese. Chiusa Tokyo per festività.
Gli operatori sono intenti a valutare se i dati più forti del previsto diffusi venerdì sul mercato del lavoro americano spingeranno la Federal Reserve più vicino a ritirare i propri stimoli monetari.
Il Job Report di luglio ha infatti alimentato le aspettative che la banca centrale statunitense comincerà a ridurre le misure a sostegno dell’economia, in un contesto che vede i prezzi oltre il proprio target nonostante la diffusione della variante Delta.
I dati sull’inflazione Usa in uscita questa settimana saranno un appuntamento chiave per stabilire quanto sia acuta la pressione sui prezzi e, di conseguenza, le prossime mosse della Fed, in attesa del simposio di Jackson Hole a fine mese.
Gli investitori monitorano anche i progressi sul pacchetto di spese per infrastrutture Usa da 550 miliardi di dollari, che ha superato ieri l’ultimo ostacolo procedurale al Senato spianando la strada per il voto sul passaggio finale già oggi.
Intanto, nella mattinata asiatica l’oro ha toccato i minimi da marzo e l’argento i livelli più bassi da novembre, con la prospettiva di un rialzo dei tassi di interesse che ha reso i metalli preziosi meno attrattivi in relazione ad altri asset.
Sul fronte macro, in Cina l’inflazione a luglio è scesa al +1% dal +1,1% del mese precedente, superando comunque il +0,8% previsto dal consensus e segnando la lettura più bassa da aprile. I prezzi alla produzione, invece, sono aumenta del 9% (+8,8% il consensus).
Fonte MarketInsight




