Le borse europee proseguono in ribasso e Wall Street viaggia intorno alla parità, con gli operatori intenti a valutare le prossime mosse delle banche centrali, mentre si attenua il sell-off sull’obbligazionario innescato dai dati di ieri sull’inflazione statunitense.
A Piazza Affari il Ftse Mib arretra dello 0,7% in area 27.000 punti, sottotono come il Dax di Francoforte (-0,2%), il Ftse 100 di Londra (-0,3%), l’Ibex 35 di Madrid (-0,8%) e il Cac 40 di Parigi (-1%). Oltreoceano, variazioni contenute per Dow Jones (+0,3%), S&P500 (+0,1%) e Nasdaq (-0,1%), dopo i ribassi della seduta precedente.
Il balzo a sorpresa dei prezzi al consumo negli Usa (+7,5% annuo a gennaio) ha rafforzato l’ipotesi di una strategia più restrittiva da parte della banca centrale americana. Il “falco” Bullard della Fed di St. Louis si è espresso in favore di un aumento dei tassi dell’1% entro luglio, con un primo ritocco 50 punti base a marzo, mentre altri membri del Fomc sembrano prediligere una maggior cautela.
In Europa, il numero uno della Bce, Christine Lagarde, ha sottolineato le potenziali conseguenze negative sulla ripresa derivanti da un eventuale aumento affrettato dei tassi e il capo economista Bce Philip Lane ha ribadito che l’inflazione nell’eurozona scenderà senza bisogno di misure più restrittive.
In Giappone, invece, la banca centrale è intervenuta per tenere sotto controllo i rendimenti obbligazionari, offrendo di acquistare un importo illimitato di obbligazioni a tasso fisso nella seduta di lunedì.
Sul Forex l’euro/dollaro si attesta a 1,139 mentre il cambio fra biglietto verde e yen scambia in area 115,8. Sterlina in area 1,356 dopo i dati sul Pil del Regno Unito, in espansione al ritmo più veloce dalla Seconda guerra mondiale nel 2021.
Tra le materie prime accelerano le quotazioni del greggio con il Brent (+1,3%) a 92,6 dollari e il Wti (+1,3%) a 91,1 dollari, avviandosi comunque ad archiviare la prima settimana in calo dopo sette di rialzi.
Si allenta la pressione sul comparto obbligazionario dopo la fiammata dei rendimenti innescata ieri dal report sull’inflazione statunitense. Il tasso sul T-Bond resta comunque sopra il 2%, mentre lo spread Btp-Bund si attesta a 163 punti base, con il rendimento del decennale italiano all’1,89%. Nelle aste di stamani, il Mef ha collocato titoli per un ammontare complessivo di 7,75 miliardi.
Tornando a Piazza Affari, tra le big cap spicca Banco Bpm (+7,8%), in scia ai nuovi rumor speculativi di M&A, con il possibile lancio di un’Opa da parte di Unicredit (-1,3%). Un portavoce dell’istituto di piazza Gae Aulenti ha comunicato che nessun Cda straordinario è stato convocato e che tutte le opzioni strategiche verranno valutate.
In rialzo anche Eni (+1,2%) e Saipem (+0,8%) mentre arretrano Moncler (2,7%), Banca Mediolanum (-3,5%) e Iveco (-3,7%). In rosso Unipol (-1%), dopo la pubblicazione mercati dei risultati preliminari 2021.
Fonte MarketInsight




