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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Mercati – Piazza Affari si riavvicina alla parità, incerta Wall Street dopo i dati macro

Borse europee deboli mentre a Wall Street procedono contrastati Dow Jones (+0,5%), S&P500 (+0,1%) e Nasdaq (-0,4%) poco dopo l’apertura. A Milano il Ftse Mib riduce la perdita allo 0,1% e viaggia in area 25.660 punti. In calo il Dax di Francoforte (-0,6%), il Cac 40 di Parigi (-0,7%), poco mossi l’Ibex 35 di Madrid (-0,1%) e il Ftse 100 di Londra (-0,1%).

Il sentiment sui mercati resta diviso tra l’ottimismo per la ripresa dell’economia e le preoccupazioni legate soprattutto alle pressioni inflazionistiche, con l’indice Pce statunitense ai massimi dal 1991, e al prossimo avvio del tapering da parte della Fed. A ciò si aggiungono le preoccupazioni per i colli di bottiglia nella supply-chain globale, la crisi energetica e la stretta regolamentare di Pechino.

Sotto osservazione anche le discussioni politiche a Washington, con lo spettro dello shutdown governativo e la possibilità che il presidente americano Joe Biden sia costretto a ritardare e ridurre l’ampio piano di spesa da 4 trilioni di dollari.

Dall’agenda macroeconomica statunitense sono giunti anche l’indice Pmi manifatturiero (60,7 punti vs 60,5 del consensus) e Ism manifatturiero (in aumento a 61,1 punti).

In mattinata i dati sull’attività manifatturiera dell’eurozona hanno evidenziato ancora un rallentamento della crescita (58,6 punti vs 58,7 della lettura preliminare e 61,4 di agosto), mentre l’indice dei prezzi al consumo dell’area euro ha accelerato al 3,4% annuo a settembre, rispetto al 3% del mese precedente.

Intanto sul Forex il cambio euro/dollaro si attesta a 1,159 e il dollaro/yen in area 111,0. Tra le materie prime, lievi rialzi per le quotazioni del greggio, con il Brent (+0,5%) a 78,5 dollari al barile e il Wti (+0,4%) a 75,3 dollari al barile.

Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si attesta in area 103 punti base, con il rendimento del decennale italiano allo 0,8%.

Tornando a Piazza Affari, denaro su Moncler (+2,9%) e Bper (+2,5%), mentre arretrano Diasorin (-3,1%) e Cnh (-2,4%).

Fonte MarketInsight

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