Mattinata positiva per le borse europee, in linea con i futures di Wall Street, in un clima sostenuto dai progressi nella messa a punto di vaccini nonostante la continua diffusione della pandemia.
A Milano il Ftse Mib guadagna lo 0,9% in area 21.900 punti, ben intonato come il Dax di Francoforte (+0,8%), l’Ibex 35 di Madrid (+0,8%), il Cac 40 di Parigi (+0,6%) e il Ftse 100 di Londra (+0,3%).
In progresso tra lo 0,4% e lo 0,7% anche i derivati su Dow Jones, S&P500 e Nasdaq, dopo che un alto funzionario del governo statunitense ha riferito che le vaccinazioni contro il Covid 19 potrebbero iniziare in meno di tre settimane.
Gli ultimi sviluppi sui vaccini hanno acceso l’ottimismo degli investitori, seppur mitigato dal continuo incremento dei contagi e delle vittime in diverse parti del mondo.
Dall’agenda macroeconomica sono giunti i dati preliminari di novembre sugli indici Pmi manifatturiero, servizi e composito di Francia, Germania, Eurozona e Gran Bretagna, condizionati dalle restrizioni delle autorità per limitare la pandemia.
In particolare, l’indicatore composito dell’eurozona è sceso a 45,1 punti dai 50 di ottobre, registrando il valore più basso negli ultimi 6 mesi. Ad appesantire il dato è il comparto dei servizi (in calo a 41,3 punti) mentre il manifatturiero rallenta ma si conferma in espansione (53,6 punti).
Sul Forex il dollaro si indebolisce leggermente nei confronti delle altre valute, mentre aumentano le aspettative che la Federal Reserve annunci nuove misure di politica monetaria nel prossimo meeting di dicembre. L’euro/dollaro viaggia a 1,188 mentre il cambio tra biglietto verde e yen si attesta a 103,7.
Tra le materie prime guadagnano terreno le quotazioni del greggio con il Brent (+1,4%) a 45,7 dollari e il Wti (+1,2%) a 43,0 dollari, mentre l’oro arretra in area 1.866 dollari l’oncia.
Sull’obbligazionario, infine, lo spread Btp-Bund resta in area 120 punti base con il rendimento del decennale italiano allo 0,62%.
Tornando a Piazza Affari, tra le big gli acquisti premiano soprattutto Saipem (+4,3%), Unicredit (+3,8%) e Tenaris (+3%), mentre arretra Terna (-1,5%). Focus sul risiko bancario, dopo il lancio da parte di Credit Agricole Italia di un’opa totalitaria su Creval (+23%) a 10,5 euro, mentre circolano rumors su una possibile integrazione tra UniCredit e Mps (+3,4%).
Fonte MarketInsight




