Eurolistini deboli nonostante la riapertura positiva di Wall Street dopo la chiusura di ieri per festività.
A Piazza Affari il Ftse Mib arretra dello 0,5% in area 23.480 punti, debole come l’Ibex 35 di Madrid (-0,8%). Variazioni più contenute per il Ftse 100 di Londra (-0,2%), il Cac 40 di Parigi (-0,2%) e il Dax di Francoforte (-0,25%), mentre a New York avanzano Dow Jones (+0,4%), S&P500 (+0,3%) e Nasdaq (+0,4%).
Da una parte gli operatori guardano con ottimismo alla ripresa dell’economia, sostenuta dai nuovi stimoli fiscali in arrivo e dal graduale rallentamento della pandemia, nonostante le incognite legate alle varianti del virus, mentre proseguono le vaccinazioni. Dinamiche che hanno spinto l’azionario globale a realizzare il rally più esteso dal 2003, mentre la curva dei Treasuries è sui livelli più ripidi da circa cinque anni.
Segnali positivi anche dall’agenda macroeconomica, con l’indice Zew di febbraio relativo alla fiducia degli investitori istituzionali tedeschi in miglioramento da 61,8 a 71,2 punti (consensus 59,5) e la seconda lettura sul Pil dell’eurozona del quarto trimestre lievemente migliore della prima stima (-0,6% t/t e -5,0% a/a).
In Italia, a dicembre, le esportazioni segnano un calo del 3,8% rispetto a novembre e le importazioni sono scese dell’1,1%. Su base annua, invece, l’export accelera la crescita segnando un più 3,3%, dopo il più 1,1% di novembre, mentre l’import cala dell’1,7% rispetto a dicembre 2019.
Sul Forex l’euro/dollaro scende nuovamente a 1,21 mentre il cambio tra biglietto verde e yen risale a 105,8 aspettando le minute relative all’ultimo meeting della Fed in uscita domani.
In giornata si è solta la riunione in videoconferenza dell’Ecofin, che ha visto il debutto di Daniele Franco in veste di ministro dell’economia del governo Draghi. I ministri hanno fatto il punto della situazione e delle prospettive economiche attuali e si sono concentrati sull’attuazione delle misure concordate lo scorso anno in risposta alla pandemia.
La presidenza della Commissione Ue ha sottolineato che il regolamento del Recovery and Resilience Facility dovrebbe entrare in vigore il 19 febbraio e a partire da quella data gli Stati membri potranno iniziare a presentare ufficialmente i propri piani nazionali.
Intanto, sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si mantiene in area 90 punti base, con il rendimento del decennale italiano allo 0,53%. Intanto la domanda per i Btp a 10 e 30 anni ha già superato i 100 miliardi, a testimonianza dell’appetito del mercato con l’arrivo del governo di Mario Draghi, che si prepara a ricevere tra domani e giovedì la fiducia del parlamento.
Tra le materie prime, scambiano contrastate le quotazioni del greggio dopo i recenti rialzi innescati dalla fiducia nella ripresa economica. In lieve calo il Brent (-0,3%) a 63,1 dollari, positivo il Wti (+0,9%) a 60,0 dollari, complice l’ondata di gelo negli Stati Uniti che ha aumentato la domanda di energia e minaccia la produzione in Texas.
Tornando a Piazza Affari, fra le aziende più capitalizzate avanzano Saipem (+2,5%), Nexi (+1,3%) e CNH (+1,2%). Realizzi invece sui bancari Banco Bpm (-2,1%) e Bper (-1,8%). Deboli le utilities, così come Poste Italiane (-1,3%) in attesa dei risultati preliminari.
Fonte MarketInsight




