Prevalgono i ribassi tra le borse europee dopo l’avvio negativo dei listini americani, in vista della riunione della Fed e con focus sulle trimestrali. Il Ftse Mib arretra dello 0,75% in area 21.220 punti, sostanzialmente in linea con il Dax di Francoforte (-0,8%). Cali più contenuti per il Cac 40 di Parigi (-0,5%) e l’Ibex 35 di Madrid (-0,25%), resiste il Ftse 100 di Londra (+0,2%).
Oltreoceano, perdono terreno Dow Jones (-0,4%), S&P 500 (-0,6%) e Nasdaq (-1%), aspettando i conti di Alphabet e Microsoft. Il colosso della distribuzione Walmart crolla a -8,5% dopo aver fornito una guidance deludente, citando l’impatto negativo dell’inflazione sulla spesa dei consumatori. Nei prossimi giorni pubblicheranno i risultati anche Meta, Apple e Amazon.
Domani sera, invece, è attesa la decisione del Fomc sui tassi di interesse. L’ipotesi più probabile è quella di un altro rialzo di 75 punti base per continuare a contrastare le pressioni sui prezzi, dopo il ritocco di pari entità effettuato a giugno.
Nel frattempo, il Fondo Monetario Internazionale ha tagliato le stime sul Pil globale 2022 al 3,2%, rispetto al 3,6% previsto ad aprile, alzando quelle sull’inflazione dal 6,9% all’8,3%. Il World Economic Outlook aggiornato prevede una crescita pari al 2,3% per gli Usa (-1,4% rispetto alla stima precedente) e al 2,6% per l’Eurozona un’espansione (-0,2%) mentre in Italia è attesa un’espansione del 3% (a fronte del 2,3% di aprile), sebbene compensato da una riduzione della previsione sul 2023 (da 1,7 a 0,7%).
In Europa tiene banco la questione energetica, all’indomani del nuovo taglio di Gazprom alle forniture di gas. A partire da domani, infatti, il flusso del gasdotto Nord Stream 1 scenderà al 20% della capacità totale. I paesi Ue hanno dunque raggiunto un accordo per ridurre in modo coordinato i consumi del 15%, in scia alla prospettiva sempre più probabile di una chiusura dei rubinetti da parte di Mosca.
Dall’agenda macroeconomica statunitense sono giunti l’indice manifatturiero della Fed di Richmond e il dato sulla fiducia dei consumatori di luglio.
Sul Forex l’euro/dollaro scende nuovamente a 1,013 e il cambio tra biglietto verde e yen rimane poco mosso a 136,4. Fra le materie prime, restano in rialzo le quotazioni del greggio con il Brent (+1,3 %) a 101,5 dollari e il Wti (+1,1%) a 97,8 dollari.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si riporta a 230 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,23%.
Tornando infine a Piazza Affari, tra le aziende più capitalizzate viaggiano in rialzo le utilities Terna (+2,1%), Italgas (+2,1%) e Snam (+1,4%), mentre arretrano Diasorin (-3,2%), Iveco (-2,8%) e Moncler (-2,6%).
Fonte MarketInsight



