Avvio contrastato per i listini Usa mentre proseguono le vendite fra le borse europee. A Piazza Affari il Ftse Mib scambia in calo dello 0,6% in area 22.920 punti, negativo come il Dax di Francoforte (-0,4%), l’Ibex 35 di Madrid (-0,9%), il Cac 40 di Parigi (-1,1%) e il Ftse 100 di Londra (-1,8%). Oltreoceano rimbalzano S&P 500 (+0,3%) e Nasdaq (+0,9%) mentre ha aperto in calo il Dow Jones (-0,3%).
I tecnologici recuperano terreno dopo le forti vendite della seduta precedente, acuite dalla rotazione settoriale verso i titoli con maggiori prospettive di recupero a discapito di quelli che hanno trainato il rally dopo lo scoppio iniziale della pandemia.
I progressi nei vaccini e la prospettiva di nuovi stimoli lasciano presagire una ripresa più rapida del previsto dell’economia globale, ma gli operatori guardano con preoccupazione ad un’eventuale accelerazione dell’inflazione che potrebbe innescare un ripensamento delle politiche monetari ultra-accomodanti.
Il tutto, nonostante le rassicurazioni dei giorni scorsi della Fed, che non intende attenuare il proprio supporto nel breve termine. La banca centrale americana ritiene inoltre che il rialzo dei rendimenti dei Treasuries rifletta prevalentemente l’ottimismo per il ritorno alla crescita.
Dopo il balzo di ieri sui massimi a un anno il rendimento del T-bond si riduce in area 1,47%. Con riferimento all’Italia, lo spread Btp-Bund si attesta a 102 punti base, con il rendimento del decennale italiano allo 0,76%.
Sul Forex l’euro/dollaro retrocede a 1,213 mentre il cambio tra biglietto verde e yen risale a 106,4, dopo i dati americani sulle scorte all’ingrosso (+1,3%) e su reddito e spesa personale (rispettivamente +10% e +2,4%).
Tra le materie prime, arretrano le quotazioni del greggio con il Brent (-1,1%) a 65,4 dollari e il Wti (-1,5%) a 62,6 dollari al barile.
Tornando a Piazza Affari, fra le big perdono terreno soprattutto Saipem (-3,4%), Campari (-2,3%) e Unicredit (-2,2%). In controtendenza Ferrari (+1,5%) e Cnh (+0,9%).
Fonte MarketInsight




