Seconda metà di seduta perlopiù in modesto rialzo per le borse europee dopo la partenza sopra la parità di Wall Street e con gli investitori intenti a metabolizzare le ultime dichiarazioni di alcuni membri della Fed.
A Milano il Ftse Mib guadagna lo 0,6% in area 22.840 punti, cauto come l’Ibex 35 di Madrid (+0,5%), il Cac 40 di Parigi (+0,1%) e il Dax di Francoforte (+0,1%) mentre arretra il Ftse 100 di Londra (-0,5%). Oltreoceano, il Nasdaq avanza dello 0,9%, lo S&P 500 e il Dow Jones dello 0,8%.
Archiviati i dati sui prezzi al consumo statunitensi che hanno sostenuto il sentiment nell’ultima seduta, passano in primo piano gli ultimi commenti di alcuni funzionari della banca centrale americana da cui emerge la necessità di ulteriori aumenti dei tassi di interesse e di riformulare le aspettative di tagli al costo del denaro nel prossimo anno per sostenere la crescita economica.
Secondo il presidente della Fed di Minneapolis, Neel Kashkari, non è realistico pensare che l’istituto inizierà a tagliare i tassi all’inizio del prossimo anno, quando è molto probabile che l’inflazione sarà ampiamente oltre l’obiettivo del 2%.
In direzione analoga l’omologo di Chicago Charles Evans il quale ha affermato che l’inflazione rimane “inaccettabilmente alta” e che i tassi verranno aumentati “per il resto dell’anno e nel prossimo”.
Nel frattempo, sul fronte macro, i prezzi alla produzione Usa hanno registrato a luglio un -0,5% su base mensile (+0,2% il consensus) dal +1,1% del mese precedente e un +9,8% su base annua (+10,4% il consensus) da +11,3%.
Le richieste di sussidi di disoccupazione si sono invece attestate a 262 mila unità, inferiore al consensus (265 mila unità) ma superiori alle 260 mila unità della settimana precedente.
Intanto sul forex, il cambio euro/dollaro risale a quota 1,035 e il dollaro/yen cala in area 132.
Tra le materie prime in rialzo le quotazioni del greggio con il Brent (+1,2%) a 98,6 dollari e il Wti (+1,5%) a 93,3 dollari, dopo che l’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) ha alzato le previsioni di crescita della domanda di petrolio per quest’anno.
Sull’obbligazionario, infine, lo spread Btp-Bund arretra di 4 punti base in area 204, con il rendimento del decennale italiano al 2,97%.
Tornando a Piazza Affari, guida Telecom Italia (+2,8%) seguita da Tenaris (+2,5%), Diasorin (+2,2%), Saipem (+2,2%) mentre arretrano Italgas (-1,3%), Pirelli (-1,1%), Campari (-1%) e Interpump (-0,9%).
Fonte MarketInsight





