L’aggravarsi della guerra in Ucraina affossa le borse continentali e in particolare Piazza Affari, con il Ftse Mib che archivia gli scambi in ribasso del 6,2% a 22.5 punti, sui minimi da oltre un anno.
In rosso anche il Cac 40 di Parigi (-5,0%), Dax di Francoforte (-4,4%), l’Ibex 35 di Madrid (-3,6%) e il Ftse 100 di Londra (-3,2%), mentre a Wall Street contengono le perdite Dow Jones (-1,2%), S&P500 (-1,4%) e Nasdaq (-1,8%).
Il focus degli operatori resta sulla crisi in Europa orientale, dopo l’occupazione del sito nucleare di Zaporizhzhia, il più grande del Vecchio Continente, e la continua avanzata delle truppe russe in diverse città ucraine.
L’incertezza legata al conflitto e alle sanzioni nei confronti di Mosca continua a pesare sull’outlook economico globale e alimenta le vendite sull’azionario, sostenendo invece i beni rifugio e i prezzi delle commodities.
Dall’agenda macroeconomica, intanto, sono giunti i dati americani sul mercato del lavoro, che evidenziano a febbraio la creazione di 678 mila nuovi impieghi nel settore non agricolo, al di sopra delle attese, mentre il tasso di disoccupazione è diminuito al 3,8% e i salari medi orari hanno frenato la propria corsa.
Indicazioni che confermano il rafforzamento dell’occupazione e sostengono la strategia della Fed delineata dal presidente Powell di avviare un ciclo di aumenti dei tassi di interesse per contrastare l’inflazione.
In Italia il Pil del quarto trimestre 2021 è cresciuto dello 0,6% congiunturale e del 6,2% tendenziale, con una variazione acquisita per il 2022 pari a +2,3%. Sotto le attese le vendite al dettaglio dell’eurozona a gennaio (+0,2% mensile e +7,8% annuo).
Sul Forex prosegue la discesa dell’euro/dollaro a 1,092 mentre il cambio tra biglietto verde e yen è in calo a 114,7. Tra le materie prime risalgono nuovamente le quotazioni del greggio, con il Brent (+3,4%) a 114,2 dollari e il Wti (+3,5%) a 111,4 dollari.
Acquisti sui titoli di Stato, in particolare di Paesi come Usa e Germania, con lo spread Btp-Bund che si amplia a 161 punti base e il rendimento del decennale italiano all’1,52%.
Tornando a Piazza Affari, sul Ftse Mib crolla sui minimi storici Telecom Italia (-15,6%) all’indomani dei conti e del piano, che non hanno convinto gli analisti. Male anche Unicredit (-14,6%), Bper (-10,6%) e Intesa (-9,0%), nessun titolo chiude in territorio positivo.
Fonte MarketInsight




