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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Mercati – Europa senza direzione, previsto avvio debole a Wall Street all’indomani della Fed

Mattinata poco mossa per le borse europee, mentre i futures su Dow Jones, S&P500 e Nasdaq arretrano in media di circa mezzo punto percentuale, dopo la chiusura negativa di ieri in scia ai segnali restrittivi provenienti dalla Fed.

A Piazza Affari il Ftse Mib viaggia poco sotto la parità (-0,1%) in area 25.730 punti, debole come il Ftse 100 di Londra (-0,5%) e il Dax di Francoforte (-0,1%). Flat il Cac 40 di Parigi (mentre resiste l’Ibex 35 di Madrid (+0,4%).

La banca centrale americana ha lasciato invariata la propria politica, ma ha annunciato l’avvio delle discussioni per ridurre gli acquisti di bond mensili, prevedendo due rialzi dei tassi di interesse entro la fine del 2023.

Toni giudicati più “hawkish” del previsto, nonostante le consuete rassicurazioni di Jerome Powell nella conferenza stampa successiva alla riunione. Il chairman ha ribadito che un incremento del costo del denaro non è imminente e che il piano di acquisti asset proseguirà all’attuale ritmo di 120 miliardi di dollari al mese finché non ci saranno “significativi ulteriori progressi” su occupazione e inflazione.

A tal proposito, le proiezioni sull’inflazione sono state solo leggermente riviste al rialzo, confermando la natura transitoria delle pressioni sui prezzi: 3,4% (dal 2,4%) per quest’anno, 2,1% (da 2%) per il 2022 e 2,2% da (2,1%) per il 2023. Il Pil è atteso in rialzo del 7% per quest’anno (da 6,5%), del 3,3% nel 2022 (invariato) e del 2,4% nel 2023 (da 2,2%).

Nell’eurozona i dati di maggio sull’inflazione hanno evidenziato un’accelerazione al 2%, rispetto all’1,6% di aprile, mentre nel pomeriggio sono attese le richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti.

I messaggi meno accomodanti del previsto da parte della Fed hanno spinto il dollaro sui massimi da due mesi. L’euro/dollaro è in calo a 1,195 mentre il cambio fra biglietto verde e yen si attesta a 110,66.

Tra le materie prime, rifiatano le quotazioni del greggio dopo la corsa delle ultime sedute che le ha portate sui massimi da oltre due anni e mezzo, con il Brent (-0,1%) a 74,3 dollari e il Wti (flat) a 72,1 dollari.

Sull’obbligazionario, il rendimento del T-Bond è salito in area 1,56%, mentre lo spread Btp-Bund è in lieve aumento, in area 100 punti base, con il rendimento del decennale italiano allo 0,83%.

Tornando a Piazza Affari, avanzano le banche dopo la debolezza della seduta precedente, con acquisti in particolare su Unicredit (+2%), Banco Bpm (+1,5%), Mediobanca (+1,3%) e Intesa (+1,3%). In calo invece Diasorin (-3%), Prysmian (-1,9%) e le utilities Enel (-2,2%), Snam (-1,8%) e Italgas (-1,8%), complice il rialzo dei rendimenti obbligazionari.

Fonte MarketInsight

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