Partenza in rialzo per le borse europee, che proseguono il recupero iniziato ieri in un clima in cui persistono comunque le preoccupazioni legate al rischio di recessione in scia all’impegno delle banche centrali nella lotta all’elevata inflazione.
A Milano il Ftse Mib guadagna l’1,3% in area 21.200 punti. Bene anche il Cac 40 di Parigi (+1,2%), il Dax di Francoforte (+1,1%), l’Ibex 35 di Madrid (+1%) e il Ftse 100 di Londra (+0,9%).
L’incertezza dell’ultime settimane ha esteso un periodo di forte volatilità sui mercati che ha coinvolto diverse asset class, in un contesto in cui gli investitori si trovano ad affrontare la minaccia legata all’inflazione e al debole outlook dell’economia.
I verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve diffusi ieri sera hanno confermato la determinazione della banca centrale americana a contrastare le pressioni sui prezzi, anche a costo di un rallentamento dell’attività economica.
Dalle minute del meeting di giugno è emersa la possibilità di una politica monetaria “ancora più restrittiva” con l’obiettivo di prevenire il radicarsi dell’elevata inflazione. Gli operatori prevedono un ulteriore rialzo dei tassi di interesse da 75 punti base nella riunione di luglio.
Sul fronte macro, la produzione industriale in Germania a maggio è aumentata dello 0,2% su base mensile, al di sotto del +0,4% stimato dagli analisti e dopo il +1,3% del mese precedente, e diminuita dell’1,5% su base annua (-1,8% il consensus).
L’agenda di oggi prevede, inoltre, i verbali dell’ultima riunione della Bce, mentre nel pomeriggio in Usa l’attenzione sarà rivolta soprattutto sui dati Adp sull’occupazione nel settore privato in attesa domani del Job Report ufficiale di giugno.
Intanto sul Forex il cambio euro/dollaro risale oltre quota 1,02 mantenendosi comunque sui minimi da vent’anni, mentre il dollaro/yen è stabile poco sotto quota 136. Resta debole la sterlina a 1,195 sul dollaro, dopo la crisi che sta travolgendo il governo britannico.
Tra le materie prime ancora in ribasso le quotazioni del greggio con il Brent (-0,5%) a 100,2 dollari e il Wti (-0,4%) a 98 dollari, dopo il crollo degli ultimi giorni emblematico delle preoccupazioni per il rischio di recessione.
Sull’obbligazionario, infine, lo spread Btp-Bund riparte in area 194 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,18%.
Tornando a Piazza Affari, bene in avvio Tim (+3%), dopo che il Cda ha definito il perimetro della potenziale separazione della rete fissa dai servizi per superare il modello verticalmente integrato.
In rimonta Tenaris (+6,2%) dopo le perdite delle ultime sedute, con gli acquisti che premiano anche Stellantis (+2,2%), Unicredit (+2,1%), Stm (+1,8%) ed Eni (+1,5%), mentre arretra Azimut (-2,1%).
Fonte MarketInsight



