Le borse europee perdono ancora terreno rispetto alla mattinata, complice l’incertezza su una soluzione diplomatica in Ucraina. Il Ftse Mib di Milano cede l’1,9% in area 26.000 punti, debole come il Cac 40 di Parigi (-2,1%), il Dax di Francoforte (-2%) e l’Ibex 35 di Madrid (-1,1%) mentre contiene i danni il Ftse 100 di Londra (-0,4%). Fermi i listini americani per la festività del Presidents’ Day.
In primo piano restano le tensioni internazionali legate alla possibile invasione dell’Ucraina da parte delle truppe russe. Il sentiment aveva parzialmente beneficiato delle indicazioni su un vertice fra il presidente americano Joe Biden e il leader russo Vladimir Putin, ma il Cremlino ha precisato che non ci sono ancora piani concreti. In calendario questa settimana, invece, l’incontro fra il segretario di Stato americano Antony Blinken e il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov.
Intanto, Putin ha dichiarato che sta considerando la richiesta di riconoscimento di indipendenza delle due repubbliche separatiste in Ucraina orientale, una mossa che probabilmente farebbe deragliare i colloqui di pace con la mediazione dell’Europa e accentuerebbe le tensioni con l’Occidente.
Lo stallo in Ucraina si è aggiunto alle preoccupazioni per l’inasprimento della politica monetaria della Federal Reserve e il suo impatto sulla crescita, alimentando la volatilità sui mercati. Le ultime dichiarazioni dei membri del Fomc hanno aumentato le probabilità di un ciclo di rialzi dei tassi piuttosto aggressivo, anche se le probabilità di un aumento di mezzo punto percentuale a marzo sembrano contenute rispetto a un ritocco di soli 25 punti base.
Dall’agenda macroeconomica sono giunti gli indici Pmi di febbraio di Francia, Germania, Eurozona e Gran Bretagna. In particolare, l’aggregato della zona euro evidenzia una forte impennata della crescita economica, grazie all’allentamento delle restrizioni anti Covid-19. L’espansione si è principalmente concentrata sul settore terziario, ma pure la produzione manifatturiera ha riportato maggiori incrementi produttivi grazie all’aumento della domanda e la riduzione dei disagi sulla catena di distribuzione.
Sul Forex euro/dollaro scende a 1,133 mentre il cambio fra biglietto verde e yen arretra a 114,8. Tra le materie prime risalgono le quotazioni del greggio, con il Brent (+1%) a 92,35 dollari e il Wti (+0,9%) a 91,05 dollari, in scia alle prospettive positive sulla domanda.
Sull’obbligazionario, infine, lo spread Btp-Bund si allarga a 169 punti base, con il rendimento del decennale italiano all’1,88%.
Tornando a Piazza Affari, fra le aziende del Ftse Mib scambiano in positivo solo Nexi (+0,4%) e Atlantia (+0,2%). In calo soprattutto Exor (-4,9%) dopo l’accordo transattivo raggiunto con l’Agenzia delle Entrate, Cnh (-3,7%) e Tenaris (–3%), stacco della cedola di 2,7 euro oggi per Banca Generali.
Fonte MarketInsight



