Mattinata prudente per le borse del Vecchio Continente, mentre i futures di Wall Street scambiano sopra la parità preannunciando una partenza lievemente positiva per Dow Jones, S&P500 e Nasdaq dopo la seduta contrastata di ieri.
A Milano il Ftse Mib guadagna un modesto 0,25% in area 26.330 punti. In rialzo anche l’Ibex 35 di Madrid (+0,6%) e il Ftse 100 di Londra (+0,1%), mentre sono sostanzialmente invariati il Dax di Francoforte e il Cac 40 di Parigi.
Il sentiment resta diviso tra le indicazioni incoraggianti provenienti dalle trimestrali e la prospettiva di una riduzione delle politiche monetarie accomodanti per contrastare l’elevata inflazione, alimentata dalla crisi energetica. In tal senso, gli investitori stanno prestando molta attenzione ai risultati corporate per valutare l’impatto dei maggiori costi dell’energia e delle materie prime sugli utili societari.
Nei prossimi giorni l’attenzione si sposterà anche sugli interventi di alcuni esponenti della Fed, tra cui il presidente Jerome Powell che parlerà venerdì.
Sul Forex, l’euro/dollaro risale a 1,166 e il cambio fra biglietto verde e yen arretra a 114,1, con la divisa americana in calo rispetto alle altre valute in una giornata priva di appuntamenti macroeconomici rilevanti.
Tra le materie prime riprende la corsa su massimi pluriennali del greggio, con il Brent (+0,9%) a 85,1 dollari e il Wti (+1,3%) a 82,7 dollari.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund resta poco sopra i 104 punti base, con il rendimento del decennale americano allo 0,90%.
Tornando a Piazza Affari, fra le blue chip si distinguono Saipem (+1,6%), Enel (+1,5%) e Prysmian (+1,4%) mentre perdono terreno Banca Mediolanum (-1,6%) e Azimut (-1,5%).
Fonte MarketInsight




