Le borse europee archiviano gli scambi in territorio negativo, in linea con l’andamento di Wall Street, in un contesto frenato dalle tensioni geopolitiche e dai timori legati all’inflazione e all’inasprimento della politica monetaria.
Il Ftse Mib chiude in calo dell’1,1% a 26.669 punti, arretrato rispetto al Cac 40 di Parigi (-0,3%), il Dax di Francoforte (-0,7%), l’Ibex 35 di Madrid (-0,9%) e il Ftse 100 di Londra (-0,9%). Oltreoceano viaggiano in ribasso Dow Jones (-1,2%), S&P500 (-1,2%) e Nasdaq (-1,5%).
In primo piano la situazione in Ucraina, con gli Stati Uniti che hanno lanciato l’allarme per un possibile attacco russo, nonostante le smentite del Cremlino, mentre le forze governative ucraine e i separatisti sostenuti da Mosca si accusano a vicenda di aver infranto il cessate il fuoco.
L’altro tema caldo sui mercati resta la prospettiva di un minor supporto all’economia da parte delle banche centrali, pronte a rimuovere gli stimoli pandemici per contrastare l’inflazione. Dalle minute della Fed è emerso che i funzionari sono in allerta e pronti ad accelerare la stretta monetaria se necessario.
In mattinata è stato diffuso il bollettino economico della Bce, che indica una crescita contenuta nel primo trimestre seguita da una forte ripresa nel corso del 2022. I rischi a breve termine legati alle prospettive di inflazione sono orientati al rialzo e le pressioni sui prezzi si attenueranno solo nel 2023, pertanto resta necessario un approccio flessibile.
Dall’agenda macroeconomica sono giunti i dati americani sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Usa, inaspettatamente in aumento a 248 mila unità, mentre le vendite di nuove case sono diminuite per la prima volta in quattro mesi. I numeri sulla bilancia commerciale italiana di dicembre segnalano un export in calo dell’1,1% e importazioni in aumento del 7,5%.
Sul Forex euro/dollaro si attesta 1,137 mentre il cambio fra biglietto verde e yen arretra a 115. Tra le materie prime scambiano in ribasso le quotazioni del greggio con il Brent (-1,7%) a 93,2 dollari e il Wti (-1,7%) a 92,1 dollari, con focus sul possibile ritorno dell’export iraniano laddove le trattative diplomatiche portino a un accordo sul nucleare.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si attesta a circa 161 punti base, con il rendimento del decennale italiano in calo all’1,83%.
Tornando a Piazza Affari, fra le aziende più capitalizzate avanzano soprattutto Atlantia (+1%), Recordati (+0,7%) e Ferrari (+0,6%). In calo invece Nexi (-3,1%), Iveco (-3,5%) e Bper (-4%).
Fonte MarketInsight




