Apertura debole per le borse europee, in un mercato che continua a monitorare gli sviluppi della situazione in Ucraina e appesantito dai timori che il rialzo dei prezzi delle commodity possa alimentare l’inflazione e frenare la crescita economica.
A Milano il Ftse Mib cede lo 0,1% in area 22.150 punti. In ribasso anche il Dax di Francoforte (-1%), il Ftse 100 di Londra (-0,8%) e il Cac 40 di Parigi (-0,4%), mentre avanza l’Ibex 35 di Madrid (+0,6%).
I negoziati tra Ucraina e Russia hanno fatto pochi progressi per raggiungere il cessate il fuoco, alimentando il clima di avversione al rischio sui mercati, sebbene i colloqui tra le parti dovrebbero proseguire.
Intanto gli Stati Uniti stanno valutando un embargo sulle importazioni di petrolio russo, mentre Mosca dal canto suo minaccia di tagliare l’offerta di gas naturale all’Europa attraverso il Nord Stream 1.
Le preoccupazioni sulle interruzioni nelle forniture a causa della guerra in Ucraina e delle conseguenti sanzioni alla Russia stanno causando un’impennata dei prezzi delle commodity, tra cui grano, metalli, gas e petrolio.
In particolare, tra le materie prime prosegue la corsa delle quotazioni del greggio, pur al di sotto dei massimi dal 2008 toccati ieri, con il Brent (+2,7%) a 126,5 dollari e il Wti (+2,2%) a 122 dollari.
Anche per questo motivo l’inizio del ritiro degli stimoli monetari da parte delle banche centrali per contrastare le pressioni inflazionistiche rappresenta un ulteriore sfida. In programma giovedì il meeting della Bce.
Nel frattempo, il gap tra il rendimento del Treasury Usa biennale e quello del decennale si è assottigliato sui livelli più bassi da marzo 2020, un segno delle aspettative di un rallentamento dell’espansione dell’economia.
Sul Forex il biglietto verde è poco mosso nei confronti delle altre valute con il cambio dollaro/yen a 115,4, mentre l’euro/dollaro viaggia a 1,086 in attesa questa mattina della lettura finale del Pil del quarto trimestre dell’Eurozona.
Sull’obbligazionario, infine, lo spread Btp-Bund riparte in area 160 punti base, con il rendimento del decennale italiano all’1,58%.
Tornando a Piazza Affari, in rimonta Telecom Italia (+7,2%), con il fondo Kkr che potrebbe essere disposto a disposto a correre il rischio di andare avanti con la sua proposta di acquisto del gruppo telefonico, ma a condizione di ridurre l’offerta attorno a 0,40 euro dagli 0,505 proposti.
In rialzo anche Saipem (+1,1%), mentre arretrano Cnh (-1,4%), Ferrari (-1,4%), Buzzi Unicem (-1,2%) e Pirelli (-1%).
Fonte MarketInsight



