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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Mercati – Europa chiude debole all’indomani della Fed, Milano in coda (-1,1%)

Le borse europee risalgono dai minimi di giornata in scia al parziale miglioramento di Wall Street ma chiudono comunque in territorio negativo, all’indomani della riunione della Fed che ha parzialmente deluso gli operatori.

A Piazza Affari il Ftse Mib archivia gli scambi in calo dell’1,1% a 19.739 punti, mentre limitano le perdite l’Ibex 35 di Madrid (-0,3%), il Dax di Francoforte (-0,4%), il Ftse 100 di Londra (-0,5%) e il Cac 40 di Parigi (-0,7%). Oltreoceano, il Dow Jones (-0,1%) ha sostanzialmente annullato l’iniziale ribasso mentre S&P500 (-0,6%) e Nasdaq (-1,1%) scambiano ancora in rosso.

Se da una parte la banca centrale statunitense ha confermato l’approccio accomodante, con tassi prossimi allo zero almeno fino al 2023, dall’altra ha mancato di fornire dettagli più precisi sulla politica monetaria e ha posto l’accento sull’incertezza dell’outlook, mettendo in guardia su un probabile rallentamento dell’attività economica.

Per l’istituto di Washington la ripresa resta subordinata alla capacità di controllare la diffusione del coronavirus e sono necessari nuovi stimoli fiscali. In tal senso, la Casa Bianca è pronta a adottare un più ampio pacchetto di aiuti economici nell’ambito dei negoziati con i Democratici, con l’obiettivo di raggiungere un accordo entro i prossimi dieci giorni.

Focus sulle banche centrali anche al di fuori degli Stati Uniti, con la Bank of Japan che ha mantenuto invariati i tassi di interesse e il target sui rendimenti dei titoli di Stato, mentre la Bank of England ha esplorato la possibilità di tassi negativi per contrastare i rischi che incombono sul mercato del lavoro, dopo aver confermato il tasso di riferimento allo 0,1%.

Dall’agenda macroeconomica sono giunti i dati finali di agosto sui prezzi al consumo dell’eurozona, in calo dello 0,2% su base annua rispetto al +0,4% di luglio. Negli Usa, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione al 12 settembre si sono attestate a 860 mila, sostanzialmente in linea con il consensus e lievemente in calo rispetto alla rilevazione precedente. Inoltre, le richieste continue riferite alla settimana terminata il 5 settembre sono diminuite di quasi un milione di unità.

Sul Forex l’euro/dollaro scambia poco mosso in area 1,182 mentre il cambio tra biglietto verde e yen scivola a 104,75. La sterlina recupera a 1,296 dollari dopo un iniziale calo seguito alle delibere della BoE.

Tra le materie prime accelerano le quotazioni del greggio, con il Brent (+2,4%) a 43,3 dollari e il Wti (-1,9%) a 40,9 dollari, spinte dall’impegno dell’Arabia nel convincere gli alleati dell’Opec a rispettare i tagli alla produzione.

Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund resta poco mosso a 144 punti base, con il rendimento del decennale italiano in calo allo 0,95%.

Tornando a Piazza Affari, Telecom Italia (-2,8%) arretra in scia alle indiscrezioni su una possibile opposizione dell’Antitrust europeo all’aggregazione con Open Fiber. In ribasso anche Stm (-2,65%) ed Enel (-2,6%) mentre avanzano Pirelli (+2,4%) e A2A (+2,4%).

Fonte MarketInsight

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