Chiusura positiva per le borse europee, mentre Wall Street viaggia poco mossa con Dow Jones (+0,1%) e S&P 500 (+0,1%) che hanno toccato nuovi record intraday e il Nasdaq che oscilla sulla parità (-0,03%).
A Milano il Ftse Mib ha registrato un rialzo dello 0,4% a 26.652 punti, aggiornando nuovamente i massimi dal 2008. Sopra la parità anche il Ftse 100 di Londra (+0,4%), il Dax di Francoforte (+0,3%), il Cac 40 di Parigi (+0,2%) e l’Ibex 35 di Madrid (+0,2%).
I solidi risultati societari e l’ottimismo per la riapertura delle economie hanno spinto l’azionario su nuovi massimi assoluti sia in Europa sia negli Stati Uniti, con i progressi nelle campagne di vaccinazione che hanno attirato gli investitori verso i titoli ciclici.
In particolare, a Parigi il Cac 40 si è portato a un soffio dal proprio record storico risalente al 2000, mentre a Francoforte il Dax ha superato per la prima volta la soglia dei 16.000 punti, seppure solo a livello intraday.
Sullo sfondo restano comunque le preoccupazioni per la diffusione della variante Delta del Covid e per la nuova stretta regolatoria della Cina sulle attività economiche, che hanno appesantito soprattutto il sentiment dei mercati asiatici.
Sul Forex il biglietto verde si indebolisce nei confronti delle altre valute, accelerando al ribasso nel corso della giornata. Il cambio euro/dollaro è risalito in area 1,18, mentre il dollaro/yen è tornato sotto quota 110 a 109,8.
Tra le materie prime in ribasso le quotazioni del greggio con il Brent (-0,6%) a 70,9 dollari e il Wti (-0,5%) a 68,8 dollari, al termine di una settimana volatile in cui la rapida diffusione della variante Delta del Covid ha continuato a gettare un’ombra sull’outlook della domanda di petrolio.
Sull’obbligazionario, infine, lo spread Btp-Bund si attesta a 101 punti base, con il rendimento del decennale italiano allo 0,55%.
Tornando a Piazza Affari, bene in particolare Exor (+1,7%), Leonardo (+1,5%), Atlantia (+1,5%), Campari (+1,2%) e Interpump (+1,2%), mentre hanno chiuso in negativo Saipem (-0,6%), Diasorin (-0,5%), Bper (-0,5%), Nexi (-0,5%) e Poste Italiane (-0,5%).
Fonte MarketInsight







