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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Mercati – Eurolistini contrastati, Ftse Mib a +1%

Le borse europee procedono in ordine sparso mentre Wall Street ha aperto poco mossa, in un clima sempre improntato alla cautela.

Il Ftse Mib di Milano avanza dell’1% in area 24.090 punti, ben intonato come l’Ibex 35 di Madrid (+1,2%). Oscillano intorno alla parità il Dax di Francoforte e il Cac 40 di Parigi, negativo il Ftse 100 di Londra (-0,3%), fermo ieri per festività. Oltreoceano, avvio prudente per Dow Jones (-0,1%), S&P500 (flat) e Nasdaq (-0,3%), dopo i rialzi della vigilia.

Il focus è già proiettato alla riunione della Federal Reserve, che domani dovrebbe alzare i tassi di interesse di 50 punti base, operando il maggior incremento dal 2000. A seguire, giovedì, toccherà alla Bank of England, pronta ad alzare il costo del denaro sui massimi da 13 anni e a fornire dettagli sulla vendita di bond, mentre crescono le attese per 3-4 ritocchi da 25 punti base da parte della Bce nel corso del 2022.

L’inasprimento della politica monetaria a livello globale è finalizzato a contrastare l’elevata inflazione, alimentata anche dal rincaro dell’energia a seguito dell’invasione russa in Ucraina. Tuttavia, la stretta delle banche centrali rischia di rallentare ulteriormente l’economia globale, già colpita dalla guerra, dai lockdown in Cina e dai conseguenti problemi nella supply chain.

La Russia, intanto, ha scongiurato nuovamente il default tecnico rispettando il pagamento delle cedole in dollari relative a due eurobond. Il premier Mario Draghi ha chiesto un rapido ripensamento dei meccanismi dell’Unione europea per affrontare le sfide legate al conflitto, mentre il cancelliere tedesco Olaf Scholz si è impegnato a sostenere una potenziale proposta di adesione di Svezia e Finlandia alla NATO.

Per quanto riguarda i dati macro, i prezzi alla produzione nell’eurozona sono aumentati oltre le attese a marzo (+5,3% m/m), mentre la disoccupazione tedesca è rimasta stabile al 5% ad aprile. Nei prossimi giorni riflettori puntati sul mercato del lavoro statunitense, con il job report mensile in uscita venerdì.

Sul Forex l’euro/dollaro recupera terreno riportandosi a 1,055 mentre il cambio fra biglietto verde e yen è sceso nuovamente poco sotto quota 130.

Tra le materie prime scambiano in ribasso le quotazioni del greggio con il Brent (-1,0%) a 106,5 dollari e il Wti (-1,0%) a 104,1 dollari, in attesa del meeting Opec+ in programma giovedì.

Si allenta la tensione sull’obbligazionario, dopo le vendite delle ultime ore che avevano portato il rendimento del decennale tedesco oltre l’1% per la prima volta dal 2015 e quello britannico sopra il 2%. In Australia, il triennale ha superato il 3% per la prima volta dal 2014 dopo che la Reserve Bank ha aumentato i tassi di interesse più delle attese segnalando ulteriori rialzi in arrivo.

Lo spread Btp-Bund si amplia a 191 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 2,83% dopo aver toccato il 2,9%.

Tornando a Piazza Affari, fra le aziende più capitalizzate avanzano soprattutto Tenaris (+3,8%), Leonardo (+2,9%) e Cnh (+2,9%), quest’ultima dopo i conti. In calo invece Recordati (-3%), Amplifon (-2,9%) dopo i risultati e Moncler (-2%).

Fonte MarketInsight

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