Andamento incerto per le borse europee e apertura debole per gli indici americani dopo la pubblicazione del job report di settembre. Il Ftse Mib di Milano si muove poco sopra la parità (+0,2%) e supera i 26.000 punti. Deboli il Dax di Francoforte (-0,2%) e il cac 40 di Parigi (-0,3%), invariato l’Ibex 35 di Madrid e positivo il Ftse 100 di Londra (+0,3%). Frazionali ribassi, intorno allo 0,1%, per Dow Jones, S&P500 e Nasdaq.
I dati americani sul mercato di lavoro hanno evidenziato la creazione di soli 194 mila nuovi posti di lavoro, ben al di sotto dei 500 mila attesi e dei 366 mila del mese precedente. Il tasso di disoccupazione, invece, è diminuito oltre le aspettative, dal 5,2% al 4,8%.
Numeri che non dovrebbero indurre la Fed a ritardare l’avvio del tapering, il cui annuncio è previsto per il prossimo mese, ma al tempo stesso rendono improbabile un aumento dei tassi di interesse nel breve termine.
Nel complesso, l’azionario globale si avvia a chiudere la miglior settimana da inizio settembre, in un contesto ancora parzialmente frenato dalle preoccupazioni per l’elevata inflazione, la crisi energetica e il rallentamento della ripresa economica.
A risollevare il sentiment degli operatori ha contribuito l’accordo per alzare temporaneamente il tetto del debito negli stati Uniti, che ha permesso di superare uno stallo durato settimane, scongiurando per il momento il rischio di default.
Sul Forex, l’euro/dollaro resta in area 1,156 mentre il cambio fra biglietto verde e yen risale a 111,9 con la valuta americana in prossimità dei massimi da oltre un anno.
Tra le materie prime riprendono a salire le quotazioni del greggio con il Brent (+1,4%) a 83,1 dollari e il Wti (+1,7%) a 79,7 dollari, dopo le rassicurazioni della Russia per stabilizzare il mercato e il dietrofront degli Stati Uniti sull’utilizzo delle riserve strategiche.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si riduce leggermente a 102 punti base, con il rendimento del decennale italiano allo 0,86%.
Tornando a Piazza Affari, restano in rialzo i petroliferi Tenaris (+3,1%), Saipem (+2,6%) ed Eni (+2,3%). In coda al Ftse Mib Nexi (-2,4%) e le utilities Hera (-2,4%) e A2A (-2,1%), oltre a Stm (-2%).
Fonte MarketInsight



