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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Mercati – Chiusura debole aspettando la Bce, Milano a -0,5%

Le borse europee archiviano gli scambi perlopiù sotto la parità, mentre gli indici americani proseguono incerti dopo una partenza negativa. Il Ftse Mib di Milano termina in ribasso dello 0,5% a 24.236 punti. In calo anche il Dax di Francoforte (-0,8%) e il Cac 40 di Parigi (-0,8%), mentre l’Ibex 35 di Madrid (flat) e il Ftse 100 di Londra (-0,1%) chiudono poco mossi. A Wall Street, viaggiano senza una direzione precisa Dow Jones (-0,2%), S&P500 (-0,2%) e Nasdaq (+0,25%).

Il clima resta condizionato dall’incertezza relativa all’outlook economico e alla politica monetaria. L’elevata inflazione, esacerbata dal conflitto in Ucraina, sta costringendo le banche centrali a ritirare rapidamente gli stimoli per riportare i prezzi sotto controllo. Tuttavia, si teme che una stretta eccessiva possa danneggiare la crescita, o addirittura portare l’economia in recessione.

La Banca Mondiale ha tagliato le previsioni sul Pil globale per il 2022 (+2,9% contro il +4,1% precedentemente atteso), mentre i dati finali sul Pil dell’eurozona del primo trimestre hanno evidenziato un +0,6% congiunturale e un +5,1% annuo.

Gli operatori attendono il meeting di domani della Bce, che dovrebbe annunciare la fine del quantitative easing e preparare il terreno per un primo intervento sui tassi a luglio. Venerdì, invece, l’attenzione si sposterà sui prezzi al consumo americani, per avere indicazioni sul sentiero dell’inflazione e sull’entità dei prossimi ritocchi al costo del denaro da parte della Federal Reserve.

Dall’agenda macroeconomica, sono giunti anche i numeri sulle vendite al dettaglio in Italia (invariate su base mensile ad aprile, +8,4% tendenziale) e la produzione industriale tedesca (+0,7% m/m e -2,4% a/a ad aprile).

Sul Forex l’euro/dollaro risale a 1,074, mentre il cambio tra biglietto verde e yen si apprezza ancora a 133,9, complice la divergenza di politiche monetarie tra Fed e Bank of Japan.

Tra le materie prime, accelerano le quotazioni del petrolio, con il Brent (+1,7%) a 121,5 dollari e il Wti (+1,5%) a 119,9 dollari, dopo i dati settimanali dell’Energy Information Administration sulle scorte americane che hanno evidenziato un aumento delle riserve di greggio e un decremento di quelle di benzina. Intanto, gli Emirati Arabi Uniti hanno affermato che i prezzi potrebbero aumentare ulteriormente con la ripresa della domanda cinese nei prossimi mesi.

Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si attesta a 201 punti base, con il rendimento del decennale italiano in risalita di 8 bp al 3,36%.

Tornado a Piazza Affari, svetta sul Ftse Mib Bper (+2,9%) in scia al Buy di Jefferies (con target price in rialzo da 2,9 a 3,30 euro) e in vista del nuovo piano industriale che sarà presentato venerdì. Bene anche Mediobanca (+2,5%) e Ferrari (+2,2%) mentre arretrano Nexi (-2,8%), Banca Generali (-2,8%) e Moncler (-2,6%).

Fonte MarketInsight

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