Seduta incerta per le principali borse europee, con il Ftse Mib che termina in flessione dello 0,3% a 25.741 punti, debole come il Dax di Francoforte (-0,4%) e il Ftse 100 di Londra (-0,2%), mentre resistono il Cac 40 di Parigi (+0,2%) e l’Ibex 35 di Madrid (+0,2%). A Wall Street, lievi rialzi per Dow Jones (+0,05%), S&P500 (+0,1%) e Nasdaq (+0,2%).
Nel complesso, l’azionario globale si mantiene comunque in prossimità dei massimi storici, in cerca di nuove indicazioni operative. Focus in particolare sui dati di domani relativi all’inflazione statunitense, in vista della riunione della Fed di settimana prossima. Una lettura superiore alle attese alimenterebbe le ipotesi di crescenti pressioni inflazionistiche, che potrebbero spingere la banca centrale ad anticipare le discussioni su un’eventuale riduzione degli stimoli.
Il tutto, nonostante le continue rassicurazioni sulla natura transitoria dell’aumento dei prezzi, che hanno agevolato una discesa dei rendimenti obbligazionari, con il tasso sul T-Bond sotto l’1,5% prima di un’asta in programma oggi.
In calendario domani anche la riunione della Banca centrale europea, che dovrebbe confermare l’attuale politica monetaria e alzare le previsioni di crescita del Pil della zona euro (a marzo indicata al 4% nel 2021 e al 4,1% nel 2022).
Sul Forex, l’euro/dollaro resta poco mosso in area 1,219 e il cambio tra biglietto verde e yen si attesta a 109,6.
Tra le materie prime, viaggiano poco mosse le quotazioni del greggio con il Brent (-0,1%) a 72,1 dollari e il Wti (-0,3%) a 69,8 dollari, dopo il calo delle scorte statunitensi emerso dai dati dell’Energy Information Administration.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si contrae a 107 punti base con il rendimento del decennale italiano allo 0,83%, in calo come gli omologhi europei. Oggi il Tesoro ha collocato tutti i 7,5 miliardi di Bot a 1 anno, con rendimento in calo a -0,49%.
Tornando a Piazza Affari, fra le aziende più capitalizzate gli acquisti premiano soprattutto Nexi (+2,7%) e le utilities Hera (+1,8%) e A2A (+1,8%) mentre scivolano in coda al Ftse Mib Ferrari (-2,65%) dopo l’annuncio del nuovo Ad Benedetto Vigna da settembre, Moncler (-2,2%) e Buzzi (-1,7%).
Fonte MarketInsight





