Seduta positiva per le principali piazze finanziarie asiatiche supportate dal settore tecnologico, e dopo che la Federal Reserve ha affermato che potrebbero essere necessari tassi di interesse Usa più elevati per raffreddare l’inflazione.
L’indice azionario Asia-Pacifico di MSCI ha guadagnato oltre lo 0,5%, aiutato da un rally dei produttori di chip dopo un’accoglienza positiva per i risultati di Samsung Electronics.
Samsung, infatti, ha riportato un aumento delle entrate migliore del previsto, attenuando in parte i timori sull’indebolimento della domanda dei consumatori e sull’aumento dei costi dei materiali.
Focus anche sulla diffusione dei verbali relativi all’ultima riunione del Fomc. I verbali della riunione della Fed di giugno hanno segnalato la possibilità di una politica monetaria “ancora più restrittiva” per prevenire un’inflazione radicata. Ciò ha innescato un calo dei Treasury mercoledì guidato da scadenze più brevi.
Intanto, i mercati vedono un altro aumento della Fed di 75 punti base a luglio. Il picco del ciclo di inasprimento all’inizio del 2023 è ora visto a circa il 3,4% da circa il 3,2% di prima. Le inversioni della curva dei rendimenti statunitensi sono tra i segnali che i tassi più elevati potrebbero innescare una recessione e un’inversione da parte della Fed a favore di una politica più accomodante entro la fine del prossimo anno.
Attesi per oggi gli interventi del governatore della Fed Christopher Waller e del presidente della Fed di St. Louis James Bullard. Domani invece verrà pubblicato il report americano di giugno sul mercato del lavoro.
Tornando in Asia, in Cina, Shanghai ha riportato il maggior numero di infezioni da virus dalla fine di maggio, alimentando le preoccupazioni di nuovi lockdown.
Per ora la banca centrale cinese sembra destinata a ritirare contanti dal sistema finanziario, segno che si sta muovendo verso la normalizzazione della politica monetaria.
Sul forex, il cambio euro/dollaro, intorno ai minimi da 20 anni, si attesta a 1,0207 e il dollaro/yen a 135,88. Tra le materie prime, petrolio in flessione con il Brent (-0,2%) a 100,53 dollari e il Wti (-0,1%) a 98,52 dollari al barile. Oro a 1.743 dollari l’oncia (+0,4%).
Tornando ai listini asiatici, in Cina, Shanghai e Shenzhen in frazionale rialzo rispettivamente a +0,3% e +0,8%. Hong Kong in controtendenza a -0,2%.
In Giappone, Nikkei e Topix guadagnano entrambi l’1,2%.
Il tutto dopo che ieri a Wall Street lo S&P 500 ha chiuso a +0,4%, il Nasdaq a +0,3% e il Dow Jones a +0,2%.
Fonte MarketInsight





