Giornata positiva per i principali listini asiatici nonostante la seduta sottotono a Wall Street lo scorso venerdì, con il focus rivolto alle mosse di politica monetaria della Fed dopo i dati sul job report.
Secondo il Job Report, a settembre l’economia americana ha creato 194 mila nuovi posti di lavoro, ben al di sotto dei 500 mila previsti dagli analisti e dei 366 mila del mese precedente (rivisti al rialzo da 235 mila).
Numeri che sembrano attenuare i timori di una stretta monetaria più rapida del previsto, anche se gli esperti ritengono improbabile spingeranno la Fed a rinviare l’annuncio del tapering il prossimo mese, smorzando però le pressioni per aumentare i tassi di interesse nel breve termine.
In particolare, i non farm payroll hanno deluso le attese per il secondo mese consecutivo, segnalando la debolezza del recupero del mercato del lavoro in un momento in cui la Fed si prepara a ridurre i propri stimoli.
Sullo sfondo restano i timori per le pressioni sui prezzi alimentate dalle materie prime, le prospettive di politiche monetarie più restrittive e il rallentamento del settore immobiliare cinese (in attesa di novità sul colosso Evergrande, che ha in scadenza oggi altri interessi da pagare), fattori che potrebbero ostacolare la ripresa economica.
Sul fronte geopolitico, il presidente cinese Xi Jinping ha affermato che bisogna arrivare ad una riunificazione pacifica con Taiwan, spiegando che non sono ammesse intromissioni esterne. Taiwan ha risposto chiedendo a Pechino di abbandonare le sue intenzioni coercitive.
Si segnala che la Cina ha ordinato alle sue due principali regioni del carbone di aumentare la produzione e permetterà alle aziende elettriche a carbone di applicare ai clienti prezzi più alti.
In Cina gli acquisti premiano soprattutto i titoli tecnologici grazie all’allentamento dei timori in merito alla stretta regolatoria di Pechino sul settore, dopo che il gigante delle consegne di cibo Meituan ha ricevuto una multa antitrust più bassa delle attese (527,4 milioni di dollari).
Anche Hong Kong è spinta dai titoli tecnologici, dopo il preside della School of Economics dell’università di Fudan, Zhang Jun, ha manifestato una view al rialzo sui giganti tecnologici cinesi grazie al grande mercato interno del Paese e alla crescente influenza al di fuori della Cina, secondo quanto riporta la stampa.
In Giappone i listini sono trainati dai titoli legati all’export grazie alla debolezza dello yen. Inoltre, il sentiment è sostenuto dalla mancata conferma da parte del neo premier Fumio Kishida di un rialzo delle imposte sul capital gain.
Sul fronte macro, in Giappone a settembre gli ordinativi di macchine utensile sono cresciuti del 71,9% su base annua (+85,2% la rilevazione precedente).
Sul Forex, il cambio euro/dollaro quota 1,1579 e il dollaro/yen 112,68. Tra le materie prime, petrolio in rialzo con il Brent (+1,3%) a 83,49 dollari al barile e il Wti (+1,7%) a 80,72 dollari al barile. Oro a 1.755,25 dollari l’oncia (-0,1%).
Tornando ai listini asiatici, in Cina Shanghai sale dello 0,4% mentre Shenzhen viaggia poco sotto la parità a -0,1%. Hong Kong a +2,4%.
In Giappone, Nikkei e Topix guadagnano entrambe l’1,6%.
Il tutto dopo le seguenti chiusure di venerdì a Wall Street: Nasdaq (-0,5%), Dow Jones (0,0%) e S&P 500 (-0,2%).
Fonte MarketInsight





