Giornata perlopiù positiva per i principali listini asiatici dopo la seduta poco mossa di Wall Street, con il sentiment degli operatori frenato dai timori che la variante Delta del virus possa ostacolare la ripresa economica.
La diffusione della variante indiana sta portando alla reintroduzione di restrizioni per limitare i contagi in alcune parti del Mondo.
Gli operatori continuano nel contempo a monitorare i dibattiti su eventuali ritiri anticipati degli stimoli straordinari da parte della Fed, nonostante le rassicurazioni degli ultimi giorni sul mantenimento di una politica monetaria accomodante e in attesa del Job Report statunitense in agenda venerdì.
In Cina gli acquisti riguardano soprattutto i titoli legati ai semiconduttori sulle aspettative di guadagni robusti nella prima metà dell’anno.
In Cina, un indicatore dell’industria industria manifatturiera è risultato poco mosso a giugno, suggerendo che la ripresa dell’economia si sta stabilizzando ad un ritmo solido.
La crescita dell’attività industriale cinese di giugno è scesa ad un minimo di quattro mesi a causa dell’aumento dei costi delle materie prime, della carenza di semiconduttori e di un’epidemia di Covid-19 nella principale provincia di esportazione del Guangdong, in mezzo a più ampie interruzioni della catena di approvvigionamento in Asia.
Sul fronte macro, in Cina a giugno l’indice PMI dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero si è fissato a 50,9 punti (50,8 punti le attese e 51 punti la rilevazione precedente).
In Giappone gli indici hanno cancellato i guadagni iniziali muovendosi sulla parità; movimento che secondo alcuni operatori di mercato potrebbe essere dovuto al riequilibrio di fine mese da parte dei grandi investitori.
Dal versante macro, in Giappone a maggio la produzione industriale è scesa del 5,9% rispetto al mese precedente (-2,4% il consensus e +2,9% la rilevazione precedente).
Sul Forex, il cambio euro/dollaro si fissa a 1,1898 mentre il dollaro/yen si muove 110,49. Tra le materie prime, petrolio in frazionale rialzo con il Brent a 74,57 dollari al barile (+0,4%) e il Wti a 73,42 dollari (+0,6%). Oro a 1.759,35 dollari l’oncia (-0,2%).
Tornando ai listini asiatici, in Cina Shanghai e Shenzhen guadagnano rispettivamente lo 0,4% e lo 0,9%. Hong Kong a -0,1%.
In Giappone il Nikkei e il Topix viaggiano entrambe sulla parità.
Il tutto dopo le seguenti chiusure di ieri a Wall Street: Nasdaq (+0,2%), S&P 500 (0,0%) e Dow Jones (0,0%).
Fonte MarketInsight





