Giornata contrastata per i principali listini asiatici dopo la seduta sottotono di ieri a Wall Street, in un clima che resta appesantito dai rischi geopolitici legati alla situazione in Ucraina.
Gli Stati Uniti hanno avvertito che l’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca potrebbe essere imminente nonostante la Russia abbia ripetutamente negato di voler entrare nel territorio mentre le forze diplomatiche restano al lavoro per tentare di risolvere la situazione.
I ministri delle Finanze del G7, in un comunicato spiegano di essere pronti a imporre “entro brevissimo tempo” sanzioni economiche e finanziarie con “conseguenze massicce e immediate sull’economia russa” in caso di aggressione militare contro l’Ucraina.
“La nostra priorità immediata è sostenere gli sforzi per ridurre l’escalation della situazione”, hanno scritto in una dichiarazione i ministri di Regno Unito, Stati Uniti, Francia, Canada, Germania, Italia e Giappone. Ma “ogni nuova aggressione militare della Russia contro l’Ucraina sarà oggetto di una risposta rapida ed efficace”, aggiunge la nota.
Da Mosca hanno fatto sapere che esiste una “possibilità” di risolvere la crisi ucraina attraverso la via diplomatica.
Il tutto in un clima già gravato dai timori legati all’inflazione elevata e alle prospettive di politiche monetarie restrittive e di rialzi dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, dopo che negli Usa l’inflazione è accelerata al massimo da 40 anni (7,5%) a gennaio.
Il presidente della Fed di St. Louis, James Bullard, è favorevole ad un aumento dei tassi di un punto percentuale entro il 1° luglio e ad un avvio della riduzione del bilancio a partire dal secondo trimestre.
Il presidente della Fed Bank di Kansas City, Esther George, ha detto che la banca centrale dovrebbe adottare un approccio sistematico per rimuovere l’accomodamento politico, ma fare attenzione a non “sovrasterzare”.
Nel frattempo, in Cina il sentiment è in parte sostenuto dall’intervento dell’autorità monetaria per sostenere l’espansione dell’econonomia.
Sul fronte macro, sulla base dei dati preliminari il Pil giapponese del quarto trimestre è salito dell’1,3% su base congiunturale (+1,4% le attese e -0,7% la rilevazione precedente), registrando il ritmo di crescita trimestrale più forte dell’ultimo anno, poiché sia la spesa delle famiglie che gli investimenti delle imprese sono rimbalzati a causa del calo dei contagi da Covid e dell’allentamento delle restrizioni, e del 5,4% su base tendenziale (+5,8% il consensus e -3,6% il dato precedente).
Per l’intero 2021 la crescita del Pil è pari all’1,7%: si tratta della prima crescita in tre anni e segue un calo del 4,5% nel 2020.
La produzione industriale, a dicembre, è scesa dell’1% rispetto a novembre (-1% la rilevazione precedente).
Sul Forex, intanto, il cambio euro/dollaro si attesta in area 1,1323 e il dollaro yen a 115,29. Tra le materie prime, petrolio in calo con il Brent (-0,8%) a 95,70 dollari al barile e il Wti (-0,8%) a 94,67 dollari al barile. Oro a 1.879,85 dollari l’oncia (+0,6%).
Tornando ai listini asiatici, in Cina Shanghai viaggia sulla parità (0,0%) e Shenzhen guadagna lo 0,7%. Hong Kong a -1,3%.
In Giappone con Nikkei e Topix si muovono entrambe a -0,8%.
Il tutto dopo le seguenti chiusure di ieri a Wall Street: Nasdaq (0,0%), S&P 500 (-0,4%) e Dow Jones (-0,5%).
Fonte MarketInsight




