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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Mercati asiatici – Seduta contrastata per i principali listini

Listini asiatici contrastati, dopo la seduta incerta di Wall Street, con il sentiment che rimane appesantito dalla crisi di Evergrande e dalla stretta regolatoria di Pechino sull’industria privata.

Le negoziazioni a stelle e strisce sono state condizionate anche dalla pubblicazione del dato delle vendite al dettaglio del mese di agosto che, per quanto deludente, esce migliore del previsto e comunque positivo rispetto a luglio.

Non si placano i timori per un possibile default del gigante cinese immobiliare Evergrade, i cui bond sono stati sospesi ieri dalla negoziazione, per i rischi di un effetto a catena su altre società insolventi e non solo cinesi.

Sul listino di Shanghai le società del carbone che hanno guidato i cali, mentre le blue chip cinesi hanno chiuso in positivo.

Le principali associazioni cinesi dell’industria del carbone hanno invitato i migliori minatori a garantire le forniture di carbone termico per aiutare a stabilizzare i prezzi in aumento, in un momento in cui il Ministero dell’ambiente ha affermato che la Cina prevede di includere più città nella sua campagna invernale 2021 contro l’inquinamento atmosferico.

In Giappone, le azioni sono state scambiate vicino ai massimi di tre decenni in previsione di un cambio di leadership dopo che il primo ministro Yoshihide Suga si è ritirato dalla corsa alla carica di capo del Partito Liberal Democratico (PLD) al potere.

Le valutazioni di sostegno al premier Suga avevano languito tra l’ampia insoddisfazione pubblica per la risposta della sua amministrazione alla pandemia.

I legislatori dell’LDP e i membri di base voteranno il 29 settembre, con le elezioni parlamentari previste per il mese prossimo.

In tutta la regione, gli investitori continuano a monitorare con preoccupazione la prolungata epidemia di coronavirus e a valutarne l’impatto sull’economia.

Sul Forex, il cambio euro/dollaro si attesta a 1,1772 e il dollaro/yen a 109,86. Tra le materie prime, petrolio in flessione con il Brent (-0,3%) a 75,41 dollari al barile e il Wti (-0,3%) a 72,31 dollari al barile. Oro a 1.765,65 dollari l’oncia (+0,5%).

Tornando ai listini asiatici, in Cina Shanghai e Shenzhen cedono rispettivamente lo 0,4 e lo 0,3%. Hong Kong a +0,2%.

In frazionale rialzo il Giappone con Nikkei a +0,6% e il Topix a +0,4%.

Il tutto dopo la seguente chiusura di ieri a Wall Street: Nasdaq (+0,1%), Russell 2000 (-0,1%), Dow Jones e S&P500 entrambi a -0,2%.

 

Fonte MarketInsight

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