Seduta positiva per le principali piazze finanziarie asiatiche dopo quella brillante di Wall Street, con gli indici che chiudono quasi tutti sui massimi intraday, con una lieve eccezione per lo S&P500 ed il Dow Jones che respirano nel finale.
Il mercato azionario non si è fatto impressionare dalla rivolta dei piccoli risparmiatori i quali la scorsa settimana hanno messo in difficoltà un paio di hedge funds ed altrettanti brokers costretti a chiudere ingenti posizioni allo scoperto su alcuni titoli, diventati poi molto noti.
A Washington, Biden ha invitato 10 repubblicani moderati alla Casa Bianca per discutere la sua proposta di piano di aiuti economici da 1,9 trilioni di dollari. I repubblicani in precedenza avevano risposto con un’offerta di 600 miliardi, meno di un terzo dell’importo proposto dal presidente.
Sullo sfondo restano le preoccupazioni per l’andamento della pandemia e per i ritardi della campagna vaccinale.
Sul Forex, il cambio euro/dollaro si fissa a 1,2071 mentre il dollaro/yen si attesta a 104,99. Tra le materie prime, in rialzo il petrolio con il Brent a 57,01 dollari al barile (+1,2%) e il Wti a 54,22 dollari al barile (+1,3%). In flessione l’oro a 1.855 dollari l’oncia (-0,5%).
Tornando ai listini asiatici, in Cina acquisti su Shanghai (+0,7%) e Shenzhen (+1,5%). Bene anche Hong Kong (+1,5%).
In Giappone Nikkei e il Topix guadagnano rispettivamente l’1% e lo 0,9%.
Il tutto dopo le seguenti chiusure a Wall Street: Nasdaq (+2,5%), S&P 500 (+1,6%) e Dow Jones (+0,8%).
Fonte MarketInsight





