Principali piazze asiatiche contrastate dopo la seduta nel complesso positiva di Wall Street, con gli investitori che continuano a monitorare l’evoluzione della pandemia e le dinamiche Usa, dove la prospettiva di un maggiore sostegno fiscale negli Stati Uniti sostiene le aspettative di una ripresa economica.
Il neo presidente degli Stati Uniti potrebbe annunciare oggi un pacchetto di stimoli, che secondo rumor potrebbe aggirarsi sui 2.000 miliardi.
Il sentiment in Cina è stato intaccato dalla recrudescenza dei casi di coronavirus in alcune parti del Paese, provocando l’isolamento di tre città della provincia di Hebei, che circonda Pechino. Le vendite colpiscono in primis i titoli legati ai beni di consumo, seguiti da quelli della salute e dai finanziari.
Le azioni Alibaba e Tencent quotate a Hong Kong sono salite rispettivamente del 4,5% e del 4,4% dopo che l’amministrazione Trump ha annunciato di avere abbandonato i piani per mettere i giganti cinesi della tecnologia nella lista nera, insieme a Baidu.
Sul fronte macro, a dicembre in Cina le esportazioni sono cresciute del 18,1% (+14,7% le attese e +21,1% la rilevazione precedente) e le importazioni del 6,5% (+5,4% il consensus e +4,5% il dato precedente). Il saldo della bilancia commerciale si attesta a 78,2 miliardi di dollari (70 miliardi il consensus e 75,4 miliardi il dato precedente). Il tutto a dimostrazione della robusta ripresa dell’economia.
Il Nikkei continua la sua corsa sostenuto dalla performance positiva dei titoli tech, in svia al rialzo di Intel negli Usa dopo l’annuncio del nuovo Ceo, e dai dati sugli ordinativi macchinari migliori delle attese, mantenendosi sui massimi degli ultimi 30 anni.
Dal lato macro, in Giappone a novembre i principali ordinativi di macchinari sono cresciuti dell’1,5% rispetto al mese precedente (-6,8% le stime e +17,1% il dato precedente), mentre sono diminuiti dell’11,3% su base annua (-18% il consensus e +2,8% la rilevazione precedente).
I prezzi alla produzione a dicembre sono saliti dello 0,5% su base mensile (+0,2% il consensus e invariata la rilevazione precedente), mentre sono diminuiti del 2% rispetto all’anno precedente (-2,2% le attese e il dato precedente).
Sul Forex, il cambio euro/dollaro si fissa a 1,2146, mentre il dollaro/yen si muove in area 104,07. Tra le materie prime, petrolio poco mosso con il Brent a 56,05 dollari al barile (0,0%) e il Wti a 52,99 dollari al barile (+0,1%). In calo l’oro a 1.840,90 dollari l’oncia (-0,8%).
Tornando ai listini asiatici, in Cina prevalgono le vendite su Shanghai (-0,6%) e Shenzen (-0,9%). Acquisti su Hong Kong (+0,6%).
In Giappone il Nikkei e il Topix guadagnaro rispettivamente lo 0,8% e lo 0,5%.
Il tutto dopo le seguenti variazioni di ieri a Wall Street: Nasdaq (+0,4%), S&P 500 (+0,2%) e Dow Jones (0,0%).
Fonte MarketInsight







