Giornata di contrattazioni senza una direzione univoca per le principali piazze finanziarie asiatiche dopo i guadagni della precedente seduta innescati dall’ulteriore allentamento delle restrizioni anti-covid a Pechino.
Il calo dello yen sui minimi degli ultimi 20 anni ha sostenuto gli scambi in Giappone con la BoJ che non intende cambiare il proprio sostegno all’economia. In Cina, invece, la performance del mercato azionario è stata contrastata all’indomani dell’annuncio riguardante le riaperture di ristoranti e il ritorno in presenza per gli studenti a partire dal 13 giugno.
I passi avanti effettuati dalla Cina verso la normalizzazione della situazione sono stati in parte messi in secondo piano dagli operatori, intenti ancora a valutare dettagliatamente l’attuale scenario macroeconomico e l’impatto delle politiche monetarie restrittive.
In Australia, i rendimenti a tre anni sono aumentati vertiginosamente dopo la decisione della Reserve Bank of Australia di alzare a sorpresa i tassi di interesse di 50 punti base allo 0,85%. Opzione prevista solamente da 3 su 29 economisti.
Sul forex, il cambio euro/dollaro scende in area 1,0685 e il dollaro/yen sale a 132,81. Tra le materie prime, petrolio in frazionale rialzo con il Brent (+0,7%) a 120,41 dollari al barile e il Wti (+0,7%) a 119,36 dollari al barile. Oro stabile a 1.843 dollari l’oncia.
Tornando ai listini asiatici, Shanghai +0,0% e Shenzhen -0,5%. Hong Kong a -1%.
Bene anche il Giappone con Nikkei +0,1% e Topix +0,4%.
Il tutto dopo che ieri a Wall Street il Nasdaq ha guadagnato lo 0,4%, lo S&P500 lo 0,3% e il Dow Jones lo 0,1%.
Fonte MarketInsight





