Seduta contrastata per le principali piazze asiatiche con gli indici cinesi che hanno sottoperformato a causa di un ulteriore deterioramento delle relazioni commerciali dopo aver sospeso formalmente il dialogo economico con l’Australia. Performance in rialzo invece per Hong Kong e il Giappone, rientrato dallo stop festivo.
Nel frattempo gli investitori tengono alta l’attenzione su un possibile aumento dei tassi di interessi da parte della Fed per evitare il surriscaldamento dell’economia a seguito dei piani di spesa varati dall’amministrazione Biden.
Le previsioni degli economisti intervistati da Bloomberg indicano una probabile riduzione del ritmo degli acquisti di obbligazioni a partire dal quarto trimestre, sebbene Jerome Powell continui a sottolineare come sia stroppo presto per discutere di una simile mossa.
Il tutto mentre l’aumento dei prezzi delle materie prime continua a stimolare il dibattito sulla possibilità che le pressioni sui prezzi sfuggano di mano, con l’indice Bloomberg Commodity Sport tornato al livello più alto del 2011.
Nel sud-est asiatico il focus resta sempre sull’andamento della pandemia che sta colpendo in particolare l’India dove la Banca Centrale ha recentemente approvato un sostegno da 500 miliardi di rupie (6,8 miliardi di dollari) di liquidità alle banche per sostenere i prestiti ai produttori di vaccini, agli ospedali e ai fornitori di servizi sanitari.
Sul Forex, il cambio euro/dollaro si attesta a 1,2010 mentre il dollaro/yen si fissa a 109,34. Tra le materie prime, petrolio in rialzo con il Brent a 69,20 dollari al barile (+0,3%) e il Wti a 65,78 dollari al barile (+0,2%). Oro a 1.793,25 dollari l’oncia (+0,1%).
Tornando ai listini asiatici, Shangai sulla parità (+0,0%) e Shenzen in calo (-1%). Hong Kong a +0,4%.
In Giappone, Nikkei e Topix rispettivamente in rialzo dell’1,8% e dell’1,6%.
Il tutto dopo le seguenti chiusure di ieri a Wall Street: Dow Jones (+0,3%), S&P 500 (+0,1%), Nasdaq (-0,4%).
Fonte MarketInsight





