Le principali piazze finanziarie asiatiche hanno aperto la settimana in territorio positivo mentre gli operatori restano in attesa delle imminenti elezioni presidenziali americane e della riunione della Federal Reserve.
Le azioni giapponesi sono aumentate, sostenute dai segnali di ripresa degli utili in patria e da un andamento dei contagi relativamente contenuto.
Le preoccupazioni riguardanti la crescita economica e la diffusione del Coronavirus sembrano infatti non aver intaccato le contrattazioni in asia durante la prima seduta del mese mentre i probabili lockdown in Europa hanno trascinato al ribasso i prezzi del greggio.
L’agenda macro odierna ha visto la pubblicazione del PMI manifatturiero Caixin cinese di ottobre, salito a 53,6 punti (consensus 52,8 punti) dopo i 53 punti di settembre. In giappone il PMI manifatturiero della Jibun Bank è salito a 48,7 punti dai 48 punti della rilevazione preliminare.
Sul Forex, il cambio euro/dollaro scende a 1,1638 mentre il dollaro/yen si muove in area 104,78. Tra le materie prime crollano le quotazioni del greggio, con il Brent a 36,55 dollari al barile (-4,4%) e il Wti a 34,23 dollari al barile (-4,4%). Oro poco mosso a 1.883 dollari l’oncia (+0,2%).
Tornando ai listini asiatici, Shanghai poco sotto la parità (-0,1%) mentre Shenzhen guadagna l’1%. Hong Kong in rialzo dell’1,2%.
In Giappone, il Nikkei e il Topix guadagnano rispettivamente l’1,4% e l’1,8%.
Il tutto dopo che venerdì a Wall Street il Nasdaq ha ceduto il 2,4%, lo S&P500 l’1,2% e il Dow Jones lo 0,6 per cento.
Fonte MarketInsight



