Apertura debole per le borse europee, all’indomani della riunione della Federal Reserve che ha dato i primi segnali su una riduzione degli stimoli monetari che hanno sostenuto il recupero dell’economia dalla crisi pandemica.
A Milano il Ftse Mib avanza dello 0,1% in area 25.780 punti. Sopra la parità anche l’Ibex 35 di Madrid (+0,4%), mentre arretrano il Ftse 100 di Londra (-0,6%), il Cac 40 di Parigi (-0,2%) e il Dax di Francoforte (-0,1%).
La banca centrale americana ha lasciato invariata la propria politica, ma ha annunciato di aver iniziato le discussioni per ridurre gli acquisti di bond mensili e previsto due rialzi dei tassi di interesse entro la fine del 2023.
Toni giudicati più hawkish del previsto e che sembrano aver colto di sorpresa gli investitori, dopo che anche nella conferenza stampa post meeting il chairman Jerome Powell ha confermato che il Fomc ha cominciato a parlare di tapering.
Powell ha però rassicurato che un incremento del costo del denaro non è imminente e che il piano di acquisti asset continuerà all’attuale ritmo di 120 miliardi di dollari al mese fino a che non saranno fatto “significativi ulteriori progressi” su occupazione e inflazione.
Sul fronte macro, l’agenda di oggi prevede la lettura finale dell’inflazione dell’Eurozona a maggio, mentre nel pomeriggio in Usa usciranno i dati sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione.
Sul Forex i messaggi meno accomodanti del previsto della Fed hanno spinto al rialzo il biglietto verde, con il cambio euro/dollaro che ora viaggia a 1,198 e il dollaro/yen a 110,7.
Tra le materie prime rifiatano le quotazioni del greggio dopo la corsa delle ultime sedute sui massimi da oltre due anni e mezzo, con il Brent (-0,5%) a 74 dollari e il Wti (-0,5%) a 71,8 dollari.
Sull’obbligazionario, infine, lo spread Btp-Bund riparte in area 99 punti base, con il rendimento del decennale italiano allo 0,82%.
Tornando a Piazza Affari, bene in avvio Unicredit (+1,2%), Banco Bpm (+0,7%), Atlantia (+0,7%), Bper (+0,7%) e Telecom Italia (+0,6%), mentre arretrano Prysmian (-0,8%), Diasorin (-0,8%), Hera (-0,7%) ed Enel (-0,7%).
Fonte MarketInsight




