Chiusura in ribasso per le borse del Vecchio Continente, complice l’andamento negativo di Wall Street. A Piazza Affari il Ftse Mib termina in calo dell’1,1% a 23.178 punti, in rosso come il Dax di Francoforte (-1,1%), il Ftse 100 di Londra (-0,6%), l’Ibex 35 di Madrid (-0,4%) e il Cac 40 di Parigi (-0,4%).
Oltreoceano scambiano in ribasso Dow Jones (-0,15%), S&P500 (-0,7%) e Nasdaq (-1,6%), nonostante i dati di gennaio sopra le attese su vendite al dettaglio (+5,3%) e produzione industriale (+0,9%).
Se da un lato gli operatori guardano con ottimismo alla ripresa economica, grazie ai nuovi stimoli in arrivo e alle vaccinazioni, dall’altro preoccupa un eventuale surriscaldamento dell’economia, con una risalita dell’inflazione e dei tassi di interesse che potrebbe determinare un riposizionamento tra asset class e una parziale uscita dall’azionario.
Nel frattempo, i mercati continuano a monitorare l’andamento dei contagi e la diffusione delle varianti del virus, mentre Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue, ha annunciato un secondo contratto con Moderna per la fornitura di 300 milioni di vaccini.
In Italia, riflettori puntati sul premier incaricato Mario Draghi che nel discorso di stamattina, in vista del voto sulla fiducia in Senato, ha messo in primo piano la lotta alla pandemia, ha ribadito l’irreversibilità dell’euro e ha dichiarato che il nuovo governo sarà “convintamente atlantista ed europeista”. Lo spread Btp-Bund si amplia a 95 punti, con il rendimento del decennale italiano allo 0,58%.
Sul Forex l’euro/dollaro arretra a 1,204 mentre il cambio tra biglietto verde e yen è poco mosso in area 105,8, in attesa delle minute relative all’ultimo meeting della Federal Reserve, in uscita stasera.
Tra le materie prime guadagnano leggermente terreno le quotazioni del greggio con il Brent (+0,4%) a 63,6 dollari e il Wti (+0,3%) a 60,2 dollari, in scia all’ondata di gelo che ha colpito gli Stati Uniti e ridotto la produzione in Texas.
Tornando a Piazza Affari, prevalgono i segni rossi tra le Società del Ftse Mib, con Mediobanca (+0,65%) ed Eni (+0,9%) in controtendenza. In calo Amplifon (-3,05%) e Saipem (-4,7%), oltre a Nexi (-4,4%) che ha avviato il collocamento di bond convertibili per un importo nominale di 1 miliardo. Chiude negativa Poste Italiane (-1,8%), nel giorno dei risultati preliminari del quarto trimestre 2020.
Fonte MarketInsight




