Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
Skyscraper 1
Skyscraper 1
Skyscraper 2
Skyscraper 2

Miele: a primavera crollo della produzione fino al 50%

L'apicoltura si ritrova a Montalcino a settembre

MONTALCINO.  Toscana 2013 sotto il segno del miele di girasole: ecco le prime stime dell’apicoltura che arrivano da Montalcino dove dal 6 all’8 settembre torna la “Settimana del Miele”. Molto apprezzati, prodotti in piccole quantità ma ricchi nelle varietà più note, e utilizzate, e in quelle più rare: sono i mieli della Toscana, vere e proprie “chicche” destinate ad appassionati e intenditori che si potranno trovare, eccezionalmente, insieme a decine di altre varietà in arrivo da tutte le regioni d’Italia, alla “Settimana del Miele” di Montalcino (6-8 settembre 2013), uno degli appuntamenti di riferimento del settore. In Toscana si traccia il bilancio dell’annata 2013, che, secondo Hubert Ciacci, presidente Asga, associazione apicoltori Siena Arezzo e Grosseto: “sconta la riduzione della produzione con decrementi che oscillano tra il -40 e il -50% a causa delle fioriture scarse, del maltempo con piogge che hanno superato, del 20%, le medie stagionali e il freddo, compromettendo il raccolto di miele della primavera. E se le api “stressate” dall’andamento climatico in primavera hanno fatto registrare segno negativo, in Toscana, l’estate 2013 è sotto il segno del miele di girasole. Quest’anno – continua Ciacci – la Toscana è ricca di miele di girasole, prodotto soprattutto in Maremma e Val di Chiana, dal colore giallo intenso, cristallizzato, molto energetico e dalle eccellenti proprietà diuretiche e rinfrescanti”.

In attesa di scoprire il bilancio definitivo del raccolto 2013, che si saprà durante la “Settimana del Miele” (Montalcino, 6-8 settembre 2013), agli “Stati Generali” dell’apicoltura toscana, la grande degustazione di miele open air, nel suggestivo scenario della Fortezza medioevale. Dalla regione che vanta il maggior numero di mieli uniflorali, grazie ad un ricco patrimonio di biodiversità, arrivano i dati sull’apicoltura, un settore fra i pochi distretti che permettono di legare la tutela del patrimonio ambientale alla creazione di prodotti alimentari di eccellenza. In Toscana l’apicoltura spiega Hubert Ciacci “conta 2.000 apicoltori, 80.000 alveari, una produzione annua di 35.000 quintali di miele ed un giro d’affari stimato in 25 milioni di euro, e il cui valore reale supera il miliardo di euro se si considera il servizio di impollinazione fornito dalle api all’agricoltura toscana”. A Montalcino, in occasione della “Settimana del Miele”, uno degli appuntamenti di riferimento del settore a livello nazionale, sarà possibile trovare, uno di fianco all’altro, il vastissimo assortimento di tipologie di mieli toscani: dal miele di spiaggia prodotto nel Parco di Migliarino-San Rossore, ottenuto da specie botaniche tipiche della macchia mediterranea, come camuciolo, cisto, tamerice, corbezzolo e pitosforo, al pregiatissimo miele di corbezzolo, che arriva dalla zona costiera (in particolare dalla Maremma) e dalle isole dell’arcipelago toscano, passando per il miele di marruca, prodotto solo in alcune buone annate, e, ancora, miele di eucalipto, acacia, trifoglio, sulla, tiglio, erica, corbezzolo, edera, castagno ottenuto soprattutto nelle zone del Monte Amiata e, quest’anno, immancabilmente il miele di girasole raccolto in Maremma e Val di Chiana.

[banner_mobile]