Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
Skyscraper 1
Skyscraper 1
Skyscraper 2
Skyscraper 2

Viola ok, Mussari out: parola di Ceccuzzi

E per la poltronissima ancora dubbi tra Bassanini ed Amato

di Red

SIENA. In piazza Salimbeni c’era il sindacato, tutto schierato, in difesa dei privilegi acquisiti in questi anni di “Sistema Siena”, pronto a contestare il nuovo direttore generale Viola. Essendo già stato deciso tutto, al punto da lasciare che il neo dg si dimettesse da banca Bper e andarsene prima alle Terme di Saturnia, poi in una camera al Continental per guardarsi i conti del Monte dei Paschi (ben nascosto sotto gli occhi di tutti), il consiglio di Amministrazione odierno era solo una formalità e l’occasione per guardarsi negli occhi e spiegarsi le linee di condotta che si dovranno tenere il prossimo 20 gennaio al cospetto della Banca d’Italia. Direttore generale e poi solo ad aprile Amministratore Delegato. Perché? Nel secondo caso gli sarebbe spettato un posto in CdA. Sarebbe stato invitato Rabizzi, area Margherita, a farsi da parte, ma Mussari avrebbe incassato un secco no (per amor di fazione o per amor di poltrona poco importa), e perciò ad aprile si faranno i conti. Nel frattempo la sensazione che MPS riuscirà a evitare la ricapitalizzazione ha dato il via a un’altra giornata di borsa positiva, che si è conclusa con un +8,81% a euro 0,2322 dopo l’ottimo +8,05% di ieri. Se son viole fioriranno… hanno già detto all’Unsi.

Ieri c’eravamo lasciati con la considerazione che a Franco Bassanini non conveniva lasciare le certezze della Cassa Depositi e Prestiti per tornare a Siena. Ma la “guerra” sotterranea in corso fra la componente ex comunista del PD, impersonata da Luigi Berlinguer – secondo numerose interpretazioni giornalistiche -, e quella ex-Margherita, coordinata da Alberto Monaci, che ha dovuto subire lo “sgarbo” del licenziamento di Antonio Vigni sta per produrre come via d’uscita la nomina dell’altro “garante” della pax senensis che accompagnò l’ascesa di Mussari: Giuliano Amato. Uno dei pensionati con l’assegno più alto in Italia, da oltre 360mila euro l’anno, ferie estive ad Ansedonia, ex ministro del Tesoro, ex Presidente del Consiglio, ex vicesegretario del Psi di Craxi. Ex deputato eletto nel collegio di Siena di cui nessuno ricorda qualche iniziativa per il bene della città. L’ennesima prova che l’Italia non è un paese per giovani. Dall’alto dei suoi 74 anni, si dice che sia affezionato a Siena e potrebbe venire per puro spirito di servizio. Secondo L’Inkiesta sarebbe il grimaldello con cui Ceccuzzi vorrebbe poi imporre Alessandro Piazzi dalla deputazione alla guida della Fondazione, in nome della discontinuità.
Il comunicato stampa della banca che conferma la nomina di Viola rilascia alla fine stringati riconoscimenti per l’ex DG Vigni in carica dal 2006. Naturalmente si sono ben guardati da comunicare l’entità della liquidazione milionaria che gli spetterà. Anzi, visto che la risoluzione contrattuale consensuale è datata appunto 12 gennaio 2012 fino alla pubblicazione dei dati di bilancio, che avverrà nell’estate del 2013, non se ne saprà nulla. Il tempo lenisce le ferite e disarma la rabbia degli uomini, poi si va nell’oblio. Se qualche solerte azionista non farà domande, se qualche consigliere comunale non farà pressione continua, è certo che come Vigni anche Mussari verrà liquidato col premio che tocca ai grandi manager.
Da morire dal ridere.  

[banner_mobile]