SIENA. Le voci si sono rincorse a lungo nei corridoi dell'Università. S'è dimesso. Non s'è dimesso. Alle fine, un comunicato ufficiale ha sciolto i dubbi e messo a tacere le voci: il direttore amministrativo Loriano Bigi ha rassegnato le dimissioni su richiesta del rettore Silvano Focardi.
Rettore che da Roma, dove ha incontrato il ministro Gelmini, pare sia tornato a mani vuote. Voci, ancora voci, che non hanno trovato conferma.
Come quelle che danno Focardi stesso in odore di sostituzione: un commissario "romano" pare che terrà caldo il posto al nuovo rettore prescelto dal PD. Sostituto designato sarebbe – e l'ipotetico è d'obbligo – il fedele (alla Federazione) Riccaboni, che sarà affiancato da un direttore amministrativo della stessa area. Per tradurre in parole povere l'operazione: il Partito vuole rientrare in quella che reputa una sua proprietà – sfuggitagli di mano per pure convergenze astrali – ed è probabile che finché non ci riuscirà, le cose per l'Ateneo non andranno affatto bene.
Però, a livello d'immagine si presenta un problema: l'anno prossimo ci sono le elezioni per la Provincia ed è quindi necessario che la faccenda "dissesto dell'Università" sia sistemata in tempi brevi. Meglio se entro Natale… E già che si parla di regali, c'è da considerare anche come e a quanto saranno ceduti i beni immobili alienabili.
Ma questo è un altro tema.
Sistemata l'Università, resta da sistemare la Provincia. Anche qui pare non ci saranno grandi sorprese: Simone Bezzini "lotterà" per la poltrona senza avere avversari pericolosi. Della serie "ti piace vincere facile?". Mariotti (costretto all'epoca, a rinviare sine die la conferenza di presentazione della propria candidatura) potrebbe invece "accontentarsi" del Comune. A Fiorenza Anatrini tocca – così come a Vareno Cucini – la deputazione della Fondazione Monte dei Paschi.
La situazione nelle formazioni politiche senesi è, comunque, – ancora – estremamente duttile: ci sono "assorbimenti", passaggi, voli "pindarici", trasferimenti…
Il vicesindaco Marzucchi, non trovando migliore sistemazione, penserebbe seriamente ad una nuova Lista civica con Piccini, Falorni e Milani. Quest'ultimo pare definitivamente in rotta con An e, soprattutto, con il costituendo PdL senese (Marignani ne sarà il coordinatore). A sapere, poi, che Lorenzo Rosso finirà in Consiglio regionale, gli dev'essere salita la pressione a mille.
In casa PD si sta completando la metamorfosi della fazione margheritina (passata dal 13 per cento praticamente a zero), destinata ad "annullarsi" nel Partito.
Aspettiamo gli eventi. La situazione è ancora magmatica. Ma non troppo.
Rettore che da Roma, dove ha incontrato il ministro Gelmini, pare sia tornato a mani vuote. Voci, ancora voci, che non hanno trovato conferma.
Come quelle che danno Focardi stesso in odore di sostituzione: un commissario "romano" pare che terrà caldo il posto al nuovo rettore prescelto dal PD. Sostituto designato sarebbe – e l'ipotetico è d'obbligo – il fedele (alla Federazione) Riccaboni, che sarà affiancato da un direttore amministrativo della stessa area. Per tradurre in parole povere l'operazione: il Partito vuole rientrare in quella che reputa una sua proprietà – sfuggitagli di mano per pure convergenze astrali – ed è probabile che finché non ci riuscirà, le cose per l'Ateneo non andranno affatto bene.
Però, a livello d'immagine si presenta un problema: l'anno prossimo ci sono le elezioni per la Provincia ed è quindi necessario che la faccenda "dissesto dell'Università" sia sistemata in tempi brevi. Meglio se entro Natale… E già che si parla di regali, c'è da considerare anche come e a quanto saranno ceduti i beni immobili alienabili.
Ma questo è un altro tema.
Sistemata l'Università, resta da sistemare la Provincia. Anche qui pare non ci saranno grandi sorprese: Simone Bezzini "lotterà" per la poltrona senza avere avversari pericolosi. Della serie "ti piace vincere facile?". Mariotti (costretto all'epoca, a rinviare sine die la conferenza di presentazione della propria candidatura) potrebbe invece "accontentarsi" del Comune. A Fiorenza Anatrini tocca – così come a Vareno Cucini – la deputazione della Fondazione Monte dei Paschi.
La situazione nelle formazioni politiche senesi è, comunque, – ancora – estremamente duttile: ci sono "assorbimenti", passaggi, voli "pindarici", trasferimenti…
Il vicesindaco Marzucchi, non trovando migliore sistemazione, penserebbe seriamente ad una nuova Lista civica con Piccini, Falorni e Milani. Quest'ultimo pare definitivamente in rotta con An e, soprattutto, con il costituendo PdL senese (Marignani ne sarà il coordinatore). A sapere, poi, che Lorenzo Rosso finirà in Consiglio regionale, gli dev'essere salita la pressione a mille.
In casa PD si sta completando la metamorfosi della fazione margheritina (passata dal 13 per cento praticamente a zero), destinata ad "annullarsi" nel Partito.
Aspettiamo gli eventi. La situazione è ancora magmatica. Ma non troppo.




