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UE: il Monte a Monti…

Gli aiuti di Stato a MPS ed il monito di Bruxelles all'Italia

di Red 

SIENA. Ritorna come un boomerang la frase detta da Profumo a Mantova sulle vicende del Monte dei Paschi: “Più la politica si avvicina a queste vicenda, più rischia di bruciarsi le mani”. Un appello a lasciar fare a chi sa fare impresa. Lui stesso è stato nominato dalla politica, fatto ingoiare – dal di fuori – al presidente della Fondazione, per manovrare una nave che la politica aveva governato da sempre, certamente dal 1995. E che senza la scelta politica, in questo caso fatta dal governo Monti e approvata in Parlamento, non potrebbe sopravvivere. S’era detto di nazionalizzazione strisciante, perché i numeri lo confermavano, e ora se ne sono accorti anche a Bruxelles. Il punto delle contestazioni della Commissione Europea è marginalmente nel fatto che si salvi un istituto di credito in difficoltà. E’ una cosa che dal 2007 fanno periodicamente tutti nel mondo, da Bear Stearns a Dexia, tanto per coprire l’arco temporale. Il problema è che a Siena si tenta inutilmente di mascherare le cose. La sostanza è la nazionalizzazione, con l’arrivo di soldi e garanzie statali a condizioni di favore; la forma è il mantenersi indipendenti dallo Stato, per non dover sottostare alle leggi e continuare a gestire la banca more solito. Perché l’etica di Stato impedirebbe a un presidente di banca sotto processo per reati fiscali di occupare la poltrona, e un amministratore indipendente lascerebbe fuori dal portone della piazza la politica. Che poi, questa “politica”, altro non è che una simpatica espressione per non indicare con nome e cognome i responsabili del dissesto senese.

In difficoltà pure il ministro dell’Economia Grilli, visto che per salvare i conti finali c’è bisogno che arrivino i 3,4 miliardi dei bond e, come racconta la Reuters, gli verrà chiesto dalla Ue di fare una seconda legge, chiara e trasparente, che spieghi a tutti come stanno le cose in realtà. Col pericolo (per loro, non per i cittadini o i dipendenti) che, entrando MPS nel perimetro della Pubblica Amministrazione, i personaggi che gravitano oggi intorno alla banca debbano allontanarsi e arrivino forze veramente nuove. Molti a Siena non si rendono ancora conto della della situazione: che l’ultima trimestrale sia stata una sconfitta per il Tandem (anche se a Viola in particolare non si possono fare appunti importanti), è chiaro; come è chiaro che l’informazione ha decisamente glissato sull’argomento. L’interesse generale vuole che azienda e sindacati lavorino immediatamente a stretto contatto per affrontare la riduzione dei costi, visto che i ricavi sono in discesa e, purtroppo, i crediti deteriorati, frutto di una gestione del patrimonio del Monte, in costante disvelamento: non riusciamo a informarvi di una situazione fallimentare, come il crac Amato ad esempio, che subito esce la notizia di un’altra posizione critica e irrecuperabile. Le sette principali banche italiane hanno presentato tutte la terza trimestrale nello stesso giorno; non a caso solo quella di Rocca Salimbeni non ha offerto spunti per significare una ripresa dell’istituto. E i traccheggiamenti della politica all’interno dell’istituto che non vogliono l’ammissione della gravità delle cose e rendere palese la nazionalizzazione in atto possono aggiungere solo danni all’immagine e alla sostanza del Monte.

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